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UN INSOLITO POMERIGGIO  (di Mani)

Era un freddo pomeriggio di dicembre, pochi giorni prima di Natale, andai
a casa della mia cara amica Lory perchè voleva assolutamente un consiglio
riguardo al regalo da fare al suo ragazzo. Suonai il campanello ma nessuna
risposta, riprovai e ancora niente. Il freddo era davvero pungente e non
mi andava proprio di beccarmi un malanno, allora guardai dietro un bel
vaso di stelle di Natale, dove sapevo c'era una copia della chiave della porta
d'ingresso, avevo già visto Lory ripiegare su questo espediente ogni volta
che dimenticava le chiavi. Con prudenza entrai nell'appartamento chiedendo
il permesso, ma nessuna voce di conferma mi sovveniva, dal piano superiore
però sentivo provenire lontanamente delle risatine. Mi sentivo un ladro
alle prime armi benchè non stessi facendo nulla di male, ad un certo punto
al mio cellulare arriva un sms:"Ho avuto un contrattempo, non sarò
a casa prima di sera, scusami, ti chiamo domani.
Lory" Beh, improvvisamente avevo l'intero pomeriggio libero, senza nulla
da fare visto che avevo detto ai miei amici che non sarei andato a far
compere con loro. Ancora quelle risatine mi distolsero dai miei pensieri.
Mi incuriosii e volli salire al primo piano per vedere di cosa si
trattava.

Sapevo che Lory viveva con una sorella minore detta Beba e con la madre, che gestiva una profumeria e quindi in quel periodo era spesso fuori casa.
Arrivato al piano superiore seguii le voci e mi trovai davanti alla stanza di Beba, mi accorsi che non era sola e incuriosito ancor di più spiai
dalla serratura.
La sorellina era seminuda sul letto e davanti a lei un'altra ragazza che all'apparenza doveva avere la sua stessa età, anch'ella svestita.
Le due si toccavano, leccavano, baciavano e stuzzicavano con un fluorescente massaggiatore.
Sentivo di eccitarmi rapidamente, e subito misi una mano nelle mie mutande per rendere ancor più piacevole quella vista.
Malauguratamente a uno dei miei amici venne la brillante idea di telefonarmi e la musichetta del mio cellulare oltre a farmi imprecare, spaventò le due ragazze.
Spento il telefonino mi diressi verso le scale, ma Beba uscita dalla stanza mi vide "E che cazzo, si entra così in casa della gente?!"
Non sapevo come giustificarmi, anke perchè lei si offriva praticamente nuda ai miei occhi "Ci stavi spiando vero?!"
Dovetti ammetterlo sentendomi un verme, la sua
reazione fu di tutt'altra natura "Vuoi partecipare anke tu?"
Arrossii, poi mi diressi in quella stanza. Fatta conoscenza anke con Roby (l'amichetta) continuarono a toccarsi rivolgendo poche attenzioni nei miei confronti.
Fu Beba a sbilanciarsi per prima, mi sbottonò i
pantaloni e cominciò a masturbarmi, il mio pene era durissimo.

Mi spogliarono rapidamente e dopo un po' d'imbarazzo entrai nello spirito del gioco, mentre
ricambiavo il favore a Beba massaggiandole la figa, baciavo e succhiavo i grossi capezzoli di Roby che presto ansimò.
Mi fecero sdraiare e mentre l'una offriva la sua figa alla mia bocca, l'altra iniziava a farmi un pompino, io leccavo con piacere quel fresco e giovane pertugio, infilavo dentro tutta la lingua,
degustavo i suoi umori, le massaggiavo la clitoride con le labbra, poi mi diressi verso l'ano e glielo inumidii benbene dopodiche vi infilai un dito, Beba non gradì molto quel gesto, ma volle vedere fin dove sarei arrivato, provai ad infilarne un secondo ma si oppose e scese dal letto recandosi in bagno.
Nel frattempo Roby leccava e succhiava che era un piacere, dopo aver degustato tutta l'asta prese a leccarmi le palle, prima una ad una, poi entrambe.
Ero in estasi.
Beba tornata dal bagno mi porse un barattolo e senza dire nulla si rimise nalla stessa posizione di poco prima.
Si trattava di un gel lubrificante, glielo spalmai per bene ed iniziai a penetrare un dito, poi due, poi tre,dopo averle tolte lei volle leccarmele e io vi infilai il massaggiatore.
Beba accompagnava ritmicamente i miei movimenti, mentre Roby mi stava facendo godere, le dissi "Sto venendo" lei seguitò a succhiare riempendosi la bocca di caldo sperma spalmandosi sul volto quello che usciva.
Senza inghiottirlo si diresse verso Beba e la baciò!
Il mio sperma veniva rubato a colpi di lingua da una bocca all'altra mentre io continuavo a inserire quell'aggeggio nel culo di Beba.

Si baciarono a lungo, poi, Roby mi infilò un profilattico e si mise a pecora, iniziai a penetrarla da dietro mentre con le mani accarezzavo quei lucidi seni.
Mentre stavo in ginocchio a fottere l'amichetta, Beba si mise a leccarmi l'ano, lo dilatava e
cercava di entrarvi con la lingua, poi prese il lubrificante, me lo spalmò e preso il massaggiatore lo ficcò per metà nella sua figa e per metà nel mio culo.
Dapprima ero contrariato ma poi mi lasciai andare sapendo che in oriente è diffuso e molto piacevole un massaggio fatto proprio lì, poi
sapendo che era una donna a farlo opposi lieve resistenza ma, incuriosito, mi lasciai andare.
Era davvero piacevole, ma durò poco perchè cmq non mi sentivo a mio agio, Beba indispettita, scalzò Roby, che nel frattempo aveva rumorosamente goduto, e si fece penetrare dal mio cazzo.
Aveva la figa completamente rasata ed era la prima volta che ne fottevo una, l'amica nel frattempo leccava il pertugio che veniva ripetutamente percorso dal mio membro, sperando
di raccogliere piacevoli umori, rimanendone non delusa.

Raggiunto entrambi l'orgasmo Beba mi sfilò il profilattico e mi fece sdraiare, subito dopo
si mise a leccare insieme all'amica il mio pene ormai un po' moscio, ripulendolo completamente e lasciandolo lustro.
Tutti e tre ci addormentammo per una mezzoretta, nudi e soddisfatti, poi verso le otto Beba mi svegliò dicendomi che dovevo andarmene in fretta perchè la madre sarebbe arrivata di lì a poco.
Mi rivestì senza rimettermi le mutande "Queste le voglio come ricordo" io accettai e mi portai via quelle delle due ragazze (il souvenir di un
piacevole pomeriggio), dopo averle baciate scesi le scale e Roby rincorrendomi mi disse "E a me, niente regalo di Natale?" risposi "Come faccio?" lei "Se vuoi sabato pomeriggio sono a casa sola, invito anche Beba, tu ci sarai?!" non esitai un attimo e risposi "Non temere, non mancherò, ti porterò anche un grazioso dono"
Dopodiche chiusi dietro di me la porta d'ingresso e tornai nel freddo della strada, avvolto in un pesante cappotto ma riscaldato solo dal meraviglioso pomeriggio appena trascorso.

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