La vedevo passare ogni giorno, di fronte al mio
ufficio, ed io mi affacciavo ogni volta alla finestra per ammirare il suo modo di camminare; le sue gambe snelle ed eleganti, il suo sedere ben fatto...l’ondeggiare delle sue braccia,
distese lungo la figura… Non sapevo perché quella donna mi interessasse tanto; avevo pensato che fosse solo il desiderio di essere come lei.
Portava spesso pantaloni stretti e a vita bassa, o minigonne che niente lasciavano all’immaginazione; piccoli top senza reggiseno, dai quali eretti come fusi, spiccavano i suoi capezzoli. I capelli, lunghi, nerissimi, sempre sciolti sulle spalle spesso nude, sulla sua pelle olivastra. Ogni volta che passava di là, nell’aria, un profumo di agrumi e di fiori… il profumo della sua terra, sicuramente.
Un giorno mi decisi a seguirla ed uscii prima da
lavoro; ero curiosa, volevo vedere quella che era la sua meta, ogni volta che passava di lì… Mi ritrovai travicoli, palazzi fatiscenti… tra la gente del mercato che vendeva di tutto, … e
lei passava oltre… ed io seguivo quel profumo…
Ad un tratto si fermò di fronte ad un grande palazzo, fatiscente, … la seguii nel cortile, silenziosamente, non c’era nessuno, sembrava deserto…La ragazza entrò in una stanza e chiuse la porta, ma non del tutto; io spiai dalla fessura della porta socchiusa…C’era un uomo, un bell’uomo, che stava in piedi, di fronte alla finestra, a torso nudo, indossava solo i pantaloni. Lei si avvicinò all’uomo a lo abbracciò dal dietro, cominciò a baciarlo sulle
spalle, a sfiorare la sua pelle…Io non so perché, ma avrei tanto voluto essere io quell’uomo, avrei voluto che lei toccasse me in quel modo, che lei sfiorasse la mia pelle come stava facendo
con la sua… era la prima volta che provavo una cosa simile…Lei gli slacciò i pantaloni e glieli tolse; andò di fronte a lui e si spogliò.
Per me era troppo tutto quello… era come impazzire… ma era più il desiderio di
vederla godere, che il tormento di non essere io lì con lei, che prevalse… e allora rimasi.
I due si sdraiarono sul letto, le lenzuola color
violetta, … sparirono sotto di esse, poi riapparirono; i corpi avviluppati; le lingue
in cerca dei sessi altrui; le mani dappertutto, … i loro sospiri, le piccole grida…La bocca di lui, affamata, sui seni di lei, a succhiarle i capezzoli… quella di lei, sul membro di lui, fino a farlo godere…Oltre la porta, spettatrice di quel pomeriggio di sesso… rimasi lì ancora e
ancora per giorni, sempre seguendo lei, per quei
vicoli, tra quelle case diroccate, in quel palazzo fatiscente ma vivo, ogni giorno, sempre di più, in preda al mio folle desiderio di lei… e forse anche lei avrebbe voluto; lei che ogni volta si lasciava dietro sé la porta socchiusa…
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