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INCONTRO IN RIVIERA
(di Giorgio)
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Ero da un giorno in quel albergo della riviera che dava sul mar ligure da una parte e dall'altra sulle strette viuzze della ridente cittadina. Ospite dell'albergo c'era una giovane signora, una giovane mamma che attirò subito il mio sguardo. Infatti dopo il secondo giorno durante il pranzo i nostri sguardi s'incrociarono. Non mi ricordo chi abbia abbassato per primo lo sguardo, ma di certo mi ricordo quel viso d'angelo con lo sguardo dolce. Carina sia nei modi che nel parlare, capelli a caschetto neri, due occhi grandi scuri. Se ben ricordo si chiamava Laura. Da quel primo momento ogni volta che mi trovavo in albergo non facevo altro che cercare di poterla incontrare e guardarla dritto negli occhi. Ed infatti succedeva regolarmente ogni qual volta lei si alzava per portare delle pietanze al tavolo. Ci guardavamo negli occhi e c'era un mezzo sorriso da ambo le parti. Un pomeriggio dopo pranzo avevo deciso d'andare sulla spiaggia a prendere un po di sole. Mi ero alzato come di consueto da tavola ed ero andato a prendere la chiave, quando l'ho vista nella hall che giocava con il suo bambino. Il mio automatismo mi portava sulle scale che davano sulle camere ma il mio istinto mi ha fatto fare dietro front e uscire dall'albergo facendo finta di fare una telefonata al cellulare.Dopo qualche minuto anche lei è uscita e guardandomi negli occhi mi ha sorriso come se volesse dirmi qualche cosa. Subito dopo di lei è uscito suo padre. Si perchè lei era quà con il figlio ma anche con i genitori. Tutti e due si sedettero ad un tavolo in giardino per sorseggiare un buon caffè, mentre io continuavo a far finta di telefonare. Ad un certo punto lei si alzò dicendo a suo padre
-Vado a raggiungerli in spiaggia - Molto probabilmente si riferiva alla mamma ed al figlio. Stavolta mi passò davanti senza guardarmi e si diresse verso il vicoletto che portava dritto alla spiaggia. Dopo un certo tempo anche io presi la stessa direzione ed arrivato sulla stradina che costeggiava la spiaggia cercai con lo sguardo di vedere dove era Laura. Era ad un centinaio di metri da me con la sua bambina. Ogni tanto alzava lo sguardo guardando nella mia direzione. I suo capelli svolazzavano al vento, era meravigliosa. Non sapevo cosa fare, se andare verso di lei o in direzione opposta. Ad un certo punto lei si alzò dicendo qualche cosa a sua madre e si diresse verso di me. Le gambe mi tremavano dall'emozione , ero inchiodato e non sapevo assolutamente cosa fare. Istintivamente cominciai a camminare lentamente nella stessa direzione dandogli le spalle.
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La stradina correva parallela alla spiaggia ed ogni tanto si incrociavano questi piccoli vicoli che portavano poi nelle strade più interne del paese. Camminavo lentamente cercando di non voltarmi per paura di chissà cosa. Fin quando non sentii i suoi passi vicini. Il mio cuore era una locomitiva. -Ma tu guarda alla mia età che emozioni- , mi misi a pensare. Emozioni che si provavano da ragazzini quando avevamo i primi amori o quando si dava il primo bacio. Lei ad un certo punto mi superò facendo ondeggiare i suo capelli verso di me. Il suo profumo riempiva le mie narici. Tentai un timido approccio di saluto , ma lei allungò il passo lasciandomi indietro. Decisi comunque di seguirla. Ormai a questo punto ero curioso di vedere come sarebbe andata a finire. Non c'era molta gente in giro anche se la giornata era molto calda. Quà e là coppiette di anziani si soleggiavano sulle sdraio. Lei nel frattempo aveva preso una certa distanza da me quando ad un certo punto d'improvviso girò, sparì in uno di quei vicoletti stetti e lunghi. Allungai il passo per arrivare al più presto al vicolo in questione, arrivato, svoltai l'angolo e .....sorpresa lei era sparita. Rimasi perplesso , un pò deluso devo dire quando da un portone semi aperto sbucò la sua testolina con il viso sorridente. Il cuore cominciò di nuovo a galoppare e mentre mi avvicinavo lei più sorrideva, bella , bellissima. Arrivato davanti a lei- Ciao-dico con un filo di voce- Ciao - dice lei più sicura. I nostri occhi sembravano incollati gli uni con gli altri. Le mie mani andarono alle sue spalle attirandola verso di me senza che lei facesse opposizione, anzi. Le mie labbra si posarono dolcemente sulle sue che si aprirono leggermente per assaporare il mio labbro inferiore. Subito dopo la mia lingua entrò nella sua bocca toccando la sua. Sapeva di miele, dolce come lei. Non sò quanto durò quel bacio sò solo che ero in paradiso. -Aspetta disse lei piano piano-Vieni con me-Mi prese per mano ed aperta la porta mi fece salire delle scalette ripide che ci portarono in una stanza che dava sulla spiaggia. Sembrava una stanza d'albergo con bagno e letto matrimoniale. Appena arrivati, lei mi buttò le braccia al collo e stavolta fù lei che con la lingua si insinuò nella mia bocca. La succhiava con avidità e mentre lo faceva gemeva e si stringeva sempre più a me. Sentivo il suoi capezzoli ritti che puntavano sul mio petto. Portava una gonna corta ed io sentivo sempre di puù il suo sesso contro il mio che sembrava volesse uscire dagli sretti jeans..Senza staccare la bocca dalla mia si tolse la camicetta lasciando liberi due seni meraviglosi, non portava regiseno, rotondi e pieni. I capezzoli che sembravano chiodi. Dopo la camicetta toccò alla gonna ed agli slip. Laura rimase così nuda avvinghuata al mio corpo facendomi sempre di più salire la voglia di prenderla. La mia camicia volò rapidamente verso il letto e laura con mossa rapidissima mi slacciò i pantaloni denudandomi con un sol colpo anche degli slip. Il mio sesso era libero, dritto, pieno e voglioso. Laura cominciò a baciarmi i capezzoli e poi ancora più giù sull’ombellico fino al mio sesso. La sua lingua cominciò un massaggio che mi faceva fremere di voglia. Leccava il mio sesso e subito dopo prendendolo in bocca lo succhiava avidamente come aveva fatto poco prima con la mia lingua. Non mi ricordo quanto durò ma era meraviglioso. Ad un certo punto cercai di tirarla su per portarla sul letto e poterla penetrare.-No-mi disse con voce bassa e sensuale- No quello no, voglio tutto il tuo sperma fino all’ultima goccia, lo voglio bere, lo voglio dentro di me. Così dicendo continuò a succhiare mentre con la mano destra massaggiava la mia verga dall’alto verso il basso. Sentivo il piacere salire piano piano dal profondo del mio intestino. Il piacere salivva saliva ed intanto la mano torturavo dolcemente i suoi capezzoli sempre più dritti e duri.. Al’improvviso fù un esplosione come un vulcano che erutta lava.Così il mio seme caldo si riverso nella bocca di Laura. Lo bevve tutto senza far cadere una goccia e continuò ancora a succhiare ed a strizzare come se volesse tirarne su ancora. Si alzò lentamente da me leccandosi le labbra sorridenti.-Grazie-mi disse baciandomi con le labbra socchiuse. Cercai di dire qualche cosa ed in effetti qualche parola uscì dalla mia bocca ma non mi ricordo cosa. Lei per qualche attimo si fece accarezzare i seni ed il suo sesso umido. Poi pian piano si rivestì delle sue cose e silenziosamente, sorridendomi, uscì dalla stanza sparendo alla mia vista. Sono tornato in albero dopo qualche ora sperando di rivederla, ma seppi che era già partita coni suoi genitori. Nico il proprietrario mi dette una busta dicendo che era per me da parte di Laura. Mentre mi dirigevo verso la mia stanza aprii la busta e dentro trovai le sue mutandine ancora umide e profumate del suo sapore.
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