L'estate era arrivata e, con essa il mare, il sole, le gite in barca e le notti in spiaggia alla luce dei falò.
Anche quella notte organizzammo una di quelle "spiaggiate"; con il fuoco, le birre, e la chitarra.
La compagnia cambiava spesso, perché ognuno portava nuovi amici.
Uno di questi ragazzi era bellissimo, profumava di muschio e cannella e la sua pelle abbronzata e lucida faceva pensare alle cose più erotiche di questo mondo: "Come vorrei scoparmelo", pensai. I suoi occhi erano verdissimi, come quel mare che mi stava di fronte e forse anche di più,i suoi capelli erano neri, ricci e corti, la sua voce profonda e calda.
Aveva delle mani stupende ed io, guardandolo, immaginavo che toccassero l'intero mio corpo, fino agli angoli più segreti e proibiti di me.
Il fuoco ormai ci scaldava da ore, le birre e le canzoni erano quasi finiti; c'era chi dormiva, chi chiaccherava in da parte. D'un tratto lui si
avvicinò a me e disse: "hey, perché non ce ne andiamo a fare due passi? Prendiamo una fiaccola, un asciugamano, e ci troviamo un posto tranquillo, solo per noi due".
Credevo di sognare non gli risposi neppure, ma presi una fiaccola e gliela misi in mano e presi un asciugamano sorridendogli.
Camminammo almeno per un quarto d'ora; il mio cuore batteva ed il desiderio di lui,di quel corpo ben fatto.. era moltissimo.
Ci fermammo, stesi l'asciugamano e mi sedetti, lì, di fronte a lui e al mare. Lui piantò la fiaccola a terra e si sdraiò accanto a me.
Iniziò ad accarezzarmi la schiena e poiché ero sempre in costume, mi chiese se avevo freddo.
"Un po'" gli dissi. Allora mi invitò a sdraiarmi e mi disse che mi avrebbe
scaldata lui, con il suo sesso. Si mise sopra di me, perpendicolarmente al mio corpo, dopo essersi tolto il costume e cominciò ad accarezzare il mio sesso con il suo pene.
Mi tolse il costume, le sue mani erano ovunque su di me ed il suo membro accarezzava il mio corpo, entrava nella mia bocca ed io lo succhiavo con voluttà. lo prendevo tra le mie mani, fino poi a spingerlo giù nella mia zona proibita e vogliosa.
Lui cominciò a penetrarmi, godevo moltissimo e lui era instancabile, un vero
stallone.
Mi penetrava prima con violenza e poi con dolcezza, baciandomi i capezzoli turgidi.
Alla fine "venimmo".
Lui sorrise, soddisfatto e si sdraiò vicino a me e mi abbracciò.
Ci addormentammo e all'alba ci rivestimmo e tornammo dagli altri.
La sua indifferenza fu disarmante .
Si prese ogni cosa e se ne tornò a casa, da quella notte non seppi altro di lui; aveva lasciato su di me, solo il suo odore di muschio e cannella.
|