Ci siamo incontrati a un party di amici comuni, una festa assurda. C'era gente di ogni tipo. A me aveva fatto impressione il posto in cui era la casa della festa: e' un luogo tutto sommato squallido. Ti ho vista subito, appena entrato. La cosa incredibile č stata quando, come a tutte le feste ha cominciato a girare una canna. L'avevi confezionata tu, l'avevi passata ad un umo di cinquant'anni e io ero rimasto a bocca aperta quando mi avevi detto che era tuo marito. Io ero scettico e mi domandavo chi era questa ragazza bellissima che si faceva le canne con il marito. Allora ho deciso di abbordarti. Forse per fare ingelosire tua marito, non lo so. Forse cosė, per capriccio. Forse volevo vedere quanto era davvero liberale quella donna affascinante. Abbiamo parlato poco, tu capivi tutto al volo. Tua marito ci ha visti mentre incominciavo ad avvicinarmi a te. Quando ti ho aperto la bocca con la mia lingua mi sentivo addosso gli occhi di lui. Mi eccitava quella situazione, non te l'ho mai nascosto. Ti sei sorpresa salendo sulle mie ginocchia. Ti sembravo davvero un ragazzino, tremavi dall'emozione quasi 23 anni e davvero poca esperienza. Alla faccia della poca esperienza! Il muscolo della mia gamba, tra le tue cosce, ti aveva fatta bagnare subito. Cercavi di trascinarmi sulla veranda, ma io non volevo e non lo dicevo. Stavo zitto, ti stringevo i polsi. Era bellissimo quel momento sospeso. Sembrava non avere fine. La tua lingua dura mi passava sulle labbra. Quando mi hai morso il collo, ero tutto un brivido. Non ce la facevo pių, volevo scoparti, e invece tu resistevi. Ci siamo staccati solo un attimo, quanto bastava a vedere che tuo marito ci stava guardando. Tu l'hai visto e lui ha annuito. Ed č allora che senza dire una parola mi hai portato nella stanza da letto (io non conoscevo la casa, non c'ero mai stato, tu invece sė). Era incredibile averti tra le mani. Tu mi spogliavi, ma non volevo che mi abbassassi i boxer: mi sentivi gonfio, morivi dalla voglia di prendermi in bocca, ma ancora ti resistevo. Non potevi crederci, che non avevo esperienza. Tii ho voltata, incominciato a far vorticare la mia lingua dappertutto. Tu chiedevi di baciarti i capezzoli,io mi avvicinavio, sentivi il mio alito caldo, ma poi tornavo sul ventre e ti lasciavo insoddisfatta. Adoravo questo gioco: prendevo quello che volevo prenderti e non ti concedevo niente. L'interno delle tue cosce ormai tremava, eri bagnatissima. Allora ho preso la mia maglietta e con quella ti ho bendata. E' stato come entrare in un nuovo mondo. Sentivo sensazioni bellissime. Annusavi a vuoto nell'aria, cercavi di leccarmi e non trovavi la mia pelle. Eri sfinita, non ce la facevi pių. Non sentivi neanche pių le voci della festa, dietro la porta della stanza. Poi ti ho incominciato a chiedere se tuo marito ti piaceva. Sei arrossita, me lo ricordo benissimo, era imbarazzante. Non hai neanche fatto in tempo a rispondere, a cercare di nasconderti dietro le parole: ti ho presa scivolandoti dentro facilmente, da quanto eri aperta ed eccitata. Ti dicevo che non volevi che venissi, che avrei dato solo due o tre colpi. Te ne ho dato uno, e sono subito uscito da te, lentamente. Tu morivi, morivi dalla voglia e dal desiderio di stringermi dentro me. Ho iniziato a "lavorare", come dicevo, con le mie mani bellissime, nervose, con le dita lunghe da pianista. Eri proprio come un pianoforte: ti suonavo, toccavo i tasti giusti, era una sinfonia di pelle e di profumi, e a volte toccavo apposta il tasto sbagliato per aumentare il desiderio. Pazzesco, davvero pazzesco. Ti ho sentito godere...e ti ho vista perdere il senso del tempo e dello spazio...ti voglio ancora...voglio ancora scivolare su di te.
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