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ABBIAMO DECISO DI CAMBIARE  (di Roberta)

Mi chiamo Roberta ho 34 anni e vivo in un paese vicino Firenze. Sono sposata da 10 anni con Alberto un uomo stupendo di 37 anni che lavora per conto della sua stessa azienda di costruzioni edili. Vorrei raccontarvi un pò la nostra storia sentimentale. Il nostro rapporto sessuale ultimamente dopo dieci anni di matrimonio stava diventando monotono, sempre le stesse cose. Alberto rientrava da lavoro, si faceva la doccia, a volte si usciva un pò, a volte si stava in casa; una scopata, un pò di tv e si andava a letto. A volte rientrava in orari sballati durante il giorno, poichè essendo lui stesso del proprietario dell'azienda non aveva orari fissi. Noi facciamo l'amore ogni due, tre giorni, in qualsiasi momento della giornata, ma lo si faceva sempre nello stesso modo senza fantasie, senza grinta. Stava finendo la stimolo sessuale tra noi, non potevamo continuare così, dovevamo trovare una soluzione. Tre mesi fa ci siamo messi a discutere del nostro rapporto sessuale e abbiamo deciso di cambiare, comprando delle riviste sul sesso, doveci indicavano delle fantasie erotiche, posizioni dell'amore, ecc. Oltre alle indicazioni utili trovavamo molto eccitante leggerle, perché entravi nelle storie psicologicamente. Dopo due mesi che praticavamo tante fantasie sessuali il nostro rapporto era al massimo. Ora vi racconto una storia che Alberto a voluto mettere in pratica tra le tante che abbiamo fatto in questi due mesi, ma questa per me era particolare. Alberto, una sera mi disse che avrebbe voluto realizzare una fantasia particolare: voleva fingere di essere uno stupratore entrando in casa in qualunque momento della giornata senza che io sapessi l'ora e il giorno. In un primo momento non ero convinta dell'idea di Alberto di usare la tecnica della violenza, fare finta di essere un'altra persona, insomma l'idea non mi piaceva molto. Poi pensai che da due mesi tutto stava andando bene tra noi e decisi così di accettare l'idea di Alberto e provare l'esperienza di essere posseduta; in fondo era mio marito. Passarono quattro giorni aspettando il momento atteso, io pensavo che avrebbe agito il pomeriggio e mi tenevo sempre pronta sia fisicamente che mentalmente. Invece mi colse di sorpresa: non avrei pensato che avrebbe agito proprio quel giorno, anche perché avevamo fatto sesso due giorni prima, credevo che avrebbe agito dopo tre quattro giorni dall'ultimo rapporto. Una mattina come è soltio fare Alberto va via da casa alle sette, io mi alzo dal letto alle otto e trenta, vado in bagno a darmi una lavata, poi in cucina a magiare un pò di latte e biscotti. La mattina in casa preferisco stare comoda con un semplice vestitino. Erano circa le dieci e come tutte le mattine sistemavo la stanza da letto, non sentii nessun rumore ma con lo sguardo verso lo specchio dell'armadio vidi la sagoma di un uomo, mi spaventai perché queso uomo aveva la testa coperta da un passa montagna, non vedevo la faccia di Alberto. In un istante mi prese da dietro, mi spinse giù nel materasso e mi legò subito le mani dietro la schiena. In quel momento ero spaventata ma sapevo che era Alberto, mi girò pancia in su e notai che il suo abbigliamento non mi era familiare, in quel momento incominciai a dubitare, chiesi ad Alberto di farsi riconoscere, ma lui con una benda nera mi coprì gli occhi legandomela dietro la testa. In quel momento non vidi più nulla, non sapevo se reagire o no, avevo dei dubbi se fosse veramente Alberto o un vero stupratore. Chiesi nuovamente ad Alberto di farsi riconoscere, non mi diede risposta e mi strappò il mio vestitino che indossavo; in quel momento pensai che non si sarebbe fatto riconoscere perché così il gioco sarebbe finito, allora ormai legata e bendata con il vestito strappato rimasi al gioco, anche perché mi sentivo molto eccitata della situazione. Mi strappò il reggiseno e inizio a succhiarmi i capezzoli duri e dritti dall'eccitazione, non riuscivo a vedere nulla, volevo assicurarmi che fosse Alberto, ma pensandoci bene era tutto programmato e quindi dovevo stare al gioco e godermi la situazione, mi girò pancia in giù e con un colpo violento mi stracciò le mutandine, mi sentivo molto bagnata ed eccitata era una situazione che non mi era mai capitata. Pensavo che con la violenza non mi sarebbe piaciuto, e invece sentirmi strapare gli indumenti era molto eccitante, mi spalancò le gambe, e con tutte due le mani prese le due grandi labbra e le spalancò aprendomi tutta la figa, io mi sentivo in preda al furioso predatore, sentii la sua mano piena appoggiarsi in tutta la mia figa e cominciò a roteare con tutto il palmo della mano nella mia figa, senza penetrare neanche un dito. Ero talmente eccitata che avrei voluto una penetrazione, in quel momento sarebbe entrata anche tutta la mano, ma lui mi girò pancia in su mi slegò le mani da dietro e le legò in avanti ma con le gambe sollevate, in modo che le mie mani legate tenessero le mie gambe sospese in aria come appoggio, esponendo una visione perfetta di tutta la mia figa e natiche insieme, pensai che fosse arrivata l'ora della penetrazione, perché avevo tanta voglia di essere penetrata, sentii la penetrazione, non con il suo pene ma con tre o quattro dita, era una forte penetrazione, iniziò con le dita a roteare all'interno della mia figa , poi mi infilò un dito nell'ano e cominciò ad andare su e giù tra figa e ano, era un piacere continuo andò avanti con quelle dita per un pò, aumentando la penetrazione anale con due dita, il piacere era al massimo, sentirsi penetrata da tre quattro dita nella figa e due nell'ano con un ritmo perfetto spingendo in fondo prima nella figa poi nell'ano, era un piacere bellissimo. Mi sentivo posseduta con ancora in dosso gli indumenti tutti strappati, e con le mani legate davanti alle gambe, era una situazione molto eccitante, sospettai che mi avebbe penetrato nell'ano, avendolo stimolato abbastanza, avrei preferito una penetrazione vaginale in quel momento, perché ero troppo vogliosa del suo pene, infatti, tolse le dita dall'ano e dalla figa dopo avermi stimolato abbastanza sia in figa sia nell'ano, ero ormai tutto un fuoco, in quei momenti avrei accettato tutto, ero nell'eccitazione più profonda, sentii la testa gonfia del suo pene appoggiarsi tra la figa e l'ano, strofinò quella testa gonfia per tutta la figa dal basso verso l'alto scendendo poi nell'ano, e comincio a penetrare dolcemente, e con le mani mi allargò la figa, e iniziò la vera penetrazione anale, con le mani teneva la mia figa spalancata stimolandomi il clitoride con le dita, ero ormai presa dal piacere, all'impproviso con gran sorpresa sentii penetrarmi con un oggetto nella figa mentre il suo pene continuava dolcemente sull'ano, non capivo cosa fosse quell'oggetto ma poco importa, era troppo bello per essere vero, per me era la prima volta, Alberto non mi aveva mai penetrata con un oggetto, ma solo con le dita, la doppia penetrazione per me era una novità. L'oggetto era assai grosso, forse era un cetriolo non so, dopo cinque minuti ero quasi arrivata alla fine stavo per venire, messa in quella posizione legata con la doppia penetrazione, non potevo resistere molto allungo, lui tolse il pene dall'ano e l'oggetto dalla figa. Mi girò e rimasi alla pecorina con le mani sempre legate dietro le gambe, con il petto e la guancia sul materasso e inginocchiata con le natiche in aria, il suo pene mi penetrò la figa, e con l'oggetto l'ano, aveva cambiato le parti solo che quell'oggetto era grosso sentivo un pò di dolore nell'ano, sussurrai Alberto mi fai male!!! quel coso e tropo grosso, continuava a penetrarmi nella figa e tolse l'oggetto dall'ano, sentii le sue dita spalmarmi un pò di crema nell'ano stimolandolo un pò, penetrò nuovamente l'oggetto nell'ano senza sentire dolore, ma solo piacere della doppia penetrazione, ero ormai presa, sentirmi quei due membri penetrare con tanta grinta, ero al massimo della mia fantasia, di essere posseduta da Alberto, ma poteva essere uno sconosciuto, in fondo mi rimaneva sempre il dubbio, e la mia fantasia viaggiava, dopo pochi minuti d'interrotti colpi arrivai alla fine della mia resistenza, venendo con una sensazione che non so spiegarvi, meravigliosa, sentii l'oggetto uscire dall'ano, e il pene continuò su e giù nella figa con velocità, sentivo che stava per venire anche lui, io ormai già sazia del godimento ottenuto, ma ancora con piacere sentii i colpi violenti di Alberto, penetrando con violenza la mia figa, dopo pochi istanti sentii lo sperma caldo su le mie natiche colando verso l'ano. Alberto mi slegò le mani lasciandomi bendata, e scappò chiudendo la porta della stanza, io di fretta mi tolgo la benda, cerco un vestito sull'armadio, mi sono vestita di fretta e sono andata alla porta per vedere Alberto scappare, ma non sono riuscita a vedere nulla, mi lasciò nel dubbio, se veramente era lui o no . Aspettai Alberto a pranzo pensando sempre a quello che era successo, ero sempre in dubbio, speravo che tutto fosse andato bene, che la persona che mi aveva posseduta era Alberto. Presi il telefono e telefonai ad Alberto, ma il telefono era spento, per circa quindici minuti provai a telefonare e trovai Alberto, "ciao amore sei stato grande!!!!" - " ma cosa dici Roberta non capisco!!! fai in fretta a parlare perché sono in zona d'ombra, potrebbe cadere la linea !!" - "amore potevi anche farti riconoscere prima in casa, ti ho telefonato per dirti che sei stato stupendo." Sentii solo "brutto figlio di puttana bastardo" e chiuse il telefono. In quel momento rimasi stordita dalla frase di Alberto, spaventata di quello che sarebbe successo, pensai chi fosse stato l'uomo, sicuramente era un amico di Alberto, forse si confidava con un amico, e l'amico l'aveva tradito prendendo il suo posto di stupratore. Ma non volevo crederci, senza chiave non può entrare uno sconosciuto, senza far rumore, senza rompere nulla. Andai a controllare tutte le finestre e porte, erano tutte schiuse e intatte. Dopo un pò sentii aprirsi la porta, era Alberto, preoccupata chiesi ad Alberto, amore cos'è successo !!. Alberto mi diede un bacio e mi disse "amore ero io, ti e piaciuto il tuo professionista stupratore? " diedi uno schiaffo ad Alberto per scaricare tutta la paura accumulata. Dissi ad Alberto che è stato tutto bello che era il mio professionista per tutta la vita.

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