La mia storia è quella "la sorella della ragazza di mio cugino".
Bene, il 14 febbraio è la festa degli innamorati.
Che festeggiamenti!
Letizia era a casa mia, ed eravamo soli.
Ad un certo punto lei se ne va di sotto (eravamo in salotto al primo piano) e la sento che apre il portacasco del motorino.
Se ne torna di sopra con due corde.
Mi dice "tu dici sempre: Letizia è la mia ragazza, il mio amore... bene, fammi veramente tua" (più o meno...le parole precise non me le ricordo).
Che faccio? L'allusione è chiara... andiamo
in camera mia, la spoglio ed inizio a legarla al letto.
Ecco, fatto.
E' completamente nuda, con i polsi legati ai montanti del letto.
Le vado sopra, e la mia lingua inizia a scorrerle sulla bocca, sul collo, in mezzo a quelle due bellissime tette (non grandissime, ma tonde una cosa finta, e con due capezzoli...mamma mia!), sull'ombelico, per arrivare al punto, come dice
un mio amico, cardinale, o fossa biologica.
Mi tiro fuori il fucile, per cui ho il porto d'armi, e inizio a darglielo dentro la fossa. Sono urla e gridolini, quanto mi eccitano i gridolini sommessi.
Fatto tutto, inizio a baciarla sulla bocca, con la lingua, poi accendo una sigaretta, gliela
metto in bocca, e le sciolgo dopo un po' una mano.
Me ne vado dalla stanza e dopo un po' lei torna, vestita e con un mozzicone di sigaretta ancora
acceso.
Mi chiede un posacenere.
Glielo porgo, spegne la Marlboro, e mi dice che le ho dimostrato che era mia.
Poi aggiunge che ha parlato con le sue amiche più intime, ed è l'unica che tra loro ha fatto sesso ed è invidiata.
Io accendo un'altra sigaretta e inizio a fumare, mettendole una mano sul suo bel culetto tondo...
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