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USA, MAMME DOPO I QUARANTA CON OVULI CONGELATI

Molte donne in carriera, forse illuse dall’esempio di attrici diventate mamme a 40 anni e oltre, hanno pensato di fare altrettanto. Accade negli Stati Uniti, dove un libro di recente pubblicazione, dell’economista Sylvia Ann Hewlett, rimette la questione in discussione. Creating a life: professional woman in quest for children , questo il titolo, rileva che il numero delle donne senza figli di età compresa tra i 40 e i 45 anni è raddoppiato negli ultimi due decenni e che tra le executives con salari sopra i centomila dollari, il 49 per cento non è mai stata mamma, contro il 90 per cento degli uomini diventati padri.

Sulla scia delle polemiche innescate dal libro, il settimanale Time, nell’edizione del 15 aprile presenta una serie di articoli e interviste ad esperti, la cui conclusione è una sola: per le donne non è ancora possibile bloccare l’orologio biologico e quindi rinviare l’appuntamento con la sala parto.

Secondo dati del Centro americano per il controllo delle patologie, citati dalla Hewlett, quando una donna festeggia il 42mo compleanno, le possibilità che concepisca con un proprio ovulo, anche tramite l’aiuto di terapie mediche, sono meno del 10%. Se a 40 anni la metà degli ovuli presenta anomalie dei cromosomi, la percentuale a 42 anni sale al 90%: è praticamente certa la nascita di un bambino con gravissime malformazioni.

Malgrado le riserve degli esperti, a Los Angeles, in California, è già nata la prima banca commerciale degli ovuli con un target ben preciso: le trentenni in carriera che, senza tempo per fare un figlio, preferiscono congelare, letteralmente, la decisione in attesa di anni più maturi.

"Gli ovuli - ha spiegato Thomas Kin, direttore del centro californiano - hanno un ciclo vitale programmato. Una volta scaduti, la donna diventa sterile. Noi interveniamo prima che ciò accada. Mettiamo l'ovulo in banca e in questo modo regaliamo anni preziosi a una donna che in quel momento non abbia tempo o modo di diventare mamma".

In Italia, l'università di Bologna è all'avanguardia nelle tecniche di congelamento degli ovuli. Negli ultimi cinque anni si sono avute 46 gravidanze, che però sono risultate nella nascita di soli 27 bambini. La tecnica, a diferenza di quella del congelamento dello sperma, è considerata difficile e delicata dagli specialisti di tutto il mondo.

Negli Stati Uniti centinaia di istituzioni congelano sperma o embrioni, ma solo una decina di centri per la fertilità si dedicano agli ovuli e, quando lo fanno, ciò avviene valutando caso per caso, di solito come ultima risorsa nei trattamenti di inseminazione in provetta, quando ovuli e sperma non sono disponibili allo stesso tempo.

RaiNews    

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