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UN ITALIANO SU CINQUE SOFFRE DELL' ANSIA «NON STOP»

LE STORIE «Sei disperato, provi alcol e droga ma non guarisci» «Così mi prese la disperazione, poi venne la droga» Soltanto 8 italiani su 100 si rivolgono a un medico Internet, cellulari e il sesso le cause principali. Pronto un nuovo farmaco, troppi si curano da soli. «Sono malesseri che se trascurati possono portare poi alla depressione»


Gli esperti lanciano l' allarme: le prime manifestazioni appaiono nell' adolescenza. Costituita una rete di specialisti Un italiano su cinque soffre dell' ansia «non stop» Internet, cellulari e il sesso le cause principali. Pronto un nuovo farmaco, t roppi si curano da soli ROMA - La chiamano ansia «non stop», o da eterna preoccupazione. Si attacca alle persone dalla mattina alla sera, trasforma ogni cosa in pericolo incombente, ingigantisce i normali fatti della vita presentandoli come probabili cause di disastro. Otto italiani su cento riconoscono che ne sono afflitti e corrono dal medico. Gli altri, un numero più grande, si rassegnano a vivere male, si curano da soli, oppure rinunciano, anche inconsapevolmente, alla ricerca di una miglior e qualità della vita. Sommati i primi ai secondi, secondo le valutazioni degli esperti, una persona su cinque soffre di ansia generalizzata (in termini scientifici, Gad). In pratica dodici milioni di italiani, le donne in misura doppia dell' uomo. Ne hanno discusso ieri, a Roma, alcuni fra i maggiori psichiatri, a margine della presentazione di un nuovo farmaco per combattere l' ansia. Si chiama venlafaxina a lento rilascio, il ministero della Sanità ne ha approvato recentemente la commercializz azione, a differenza di altri antidepressivi continua ad agire nell' organismo 7 giorni dopo la sospensione del trattamento e non dà assuefazione. Una pillola non risolve da sola alcun problema, ammettono gli stessi medici, ma può aiutare se abbbinat a a un appropriato trattamento psicologico. Dal convegno non è emerso nulla di nuovo sulle dinamiche che producono l' ansia. Tanto, tantissimo, di nuovo, nella tendenza del fenomeno, nelle cause che lo scatenano. Le ansie degli italiani corrono veloc i come la new economy. Ricalcano i modelli imposti dalla società dell' immagine. Si dilatano insieme all' affermarsi delle nuove tecnologie. Si accendono e divampano anche sulla scia dell' uranio impoverito, del morbo della mucca pazza, del surriscal damento del pianeta. C' è la classica e intramontabile ansia da prestazione, ogni notte, sempre uguale, sotto le coperte. C' è l' ansia del ritardo, ogni mattina, prima ancora che la sveglia squilli. C' è la fissazione del «sapere fare», subito e mag ari meglio degli altri: da Internet al cellulare, dalla promozione alla conquista sentimentale. E per ogni cosa il risvolto è sempre identico: la catastrofe. I sintomi dell' ansia generalizzata sono una preoccupazione eccessiva che si protrae per più di sei mesi, associata a segnali come irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, sudorazione, alterazione del sonno. Un insieme di malesseri che non deve essere trascurato, perché potrebbe e ssere l' anticamera della depressione. «Per questo - ha dichiarato Giorgio Racagni, presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia - abbiamo messo in atto un progetto per la diagnosi precoce dell' ansia che coinvolge tremila medici di ba se, il primo referente del paziente». L' obiettivo è quello di far emergere questa patologia che gli esperti definiscono «diffusa, ma ancora sommersa». «La maggior parte dei soggetti - spiega Carlo Altamura, ordinario di Clinica Psichiatrica all' Uni versità di Milano - soffre di ansia generalizzata ma nello stesso tempo presenta altri disturbi gravi, quali l' abuso di alcol e droghe». Al fianco dell' adulto insoddisfatto e dell' anziano compaiono poi i giovani. «Quella degli adolescenti - sottol inea Altamura - è una realtà che deve far riflettere. Le prime manifestazioni appaiono attorno ai 14-15 anni. Certi comportamenti sono erroneamente ritenuti come un adeguamento alle tendenze. La società propone modelli sempre nuovi, dall' abbigliamen to alla musica, ma il disagio è legato a quegli elementi insiti nella società che amplificano uno stato d' ansia innato». «La prima causa delle ansie - afferma però Aldo Carotenuto, psicanalista alla Sapienza - rimane il matrimonio». M.Gal. Soltanto 8 italiani su 100 si rivolgono a un medico CHE COS' E' I medici la chiamano ansia generalizzata. Viene definita anche ansia «non stop», perché senza soluzione di continuità, capace di trasformare ogni fatto della vita in motivo di preoccupazione CAUS E Fra le ansie «classiche» quella da prestazione sessuale per gli uomini e quelle legate al successo professionale. Ma tante preoccupazioni nascono anche con le nuove tecnologie: dal bisogno di sapere usare il telefonino a Internet. Sempre più acuta l' ansia di doversi difendere da cibi contaminati e dai cambiamenti climatici CURE Solo 8 italiani su 100 riconoscono di avere bisogno di terapie e si rivolgono a un medico. Gli altri decidono da soli quali farmaci prendere oppure ritengono che i lor o malesseri dipendono dal carattere e non sono quindi curabili SINTOMI Una preoccupazione eccessiva che si protrae per più di sei mesi, accompagnata da irrequietezza, affaticabilità, difficoltà di concetrazione e problemi di memoria LE STORIE «Sei di sperato, provi alcol e droga ma non guarisci» «Così mi prese la disperazione, poi venne la droga» ROMA - Le difficoltà di Luciano, 20 anni, studente di ingegneria, sono cominciate sopra un libro di testo. Un esame difficile da superare, in bre ve tempo, si è trasformato in paradigma di insuccesso, in malessere impossibile da dissimulare dinanzi ad amici, familiari e fidanzata. «Lo spinello è stato il primo ansiolitico a portata di mano», ha raccontato al medico che lo ha in cura. E l' abus o quotidiano di cannabinoidi è divenuto a poco a poco l' unico sfogo di un' esistenza imprigionata da quella che gli psichiatri definiscono «ansia generalizzata». La storia di Claudia, 60 anni, coniugata e madre di figli, appartiene a un' altra gener azione. Ma condivide con quella di Luciano dinamiche e soluzioni. Con il passare degli anni lo squillo del telefono, di notte e di giorno, è diventato annuncio di morte. I figli fuori di casa bastavano a giustificare il presentimento insopportabile d i un incidente. Una tragedia che si rinnovava prima insieme alle telefonate, quindi anche negli incubi notturni. Facendo abuso di alcolici Claudia ha cercato di diluire l' ansia senza riuscirci. Droghe leggere e alcol, per Luciano e Claudia (entrambi i nomi sono di fantasia), alla fine hanno rappresentato l' ultimo stadio di un malessere da risolvere, la presa di coscienza della necessità di una cura. Il giovane e la donna sono finiti dinanzi allo stesso medico, che oggi rintraccia nei due casi una regola semplice: «Le autoterapie, dall' uso all' abuso di farmaci, droghe, alcol, riescono solo nei primi tempi ad alleviare l' ansia. Ma alla fine inesorabilmente peggiorano la situazione». Luciano vive ancora con i genitori e la sorella. Oggi è in cura farmacologica e segue terapie mediche. I primi disturbi hanno colpito la memoria, la capacità di concentrarsi nello studio. Ben presto si sono aggiunti irrequietezza, irritabilità e nervosismo. Poi sono arrivati anche i dolori e una forte te nsione muscolare: al collo, al capo e al dorso: «Alla fine - ha spiegato - ho cominciato a fumare canne sino a non poterne più fare a meno. Gli esami difficili sono divenuti impossibili. Il rendimento universitario è crollato. Sono stato costretto ad abbandonare gli studi. Quindi, anche spronato dalla mia famiglia, ho deciso di dovermi curare». Prima di farlo però Luciano aveva compromesso non solo la laurea in ingegneria, ma anche amicizie e relazioni. Dopo l' ansia degli esami impossibili da s uperare, è arrivata quella legata al pericolo di rimanere disoccupato, povero, incapace di decidere il proprio futuro. A soli 20 anni Luciano ha fatto diventare alcune, semplici, difficoltà di percorso, un incidente fatale, capace di far fallire tutt a la propria vita. «Quella che sembrava una semplice ansia prestazionale - spiega il medico - si è trasformata in ansia generalizzata». I sintomi del malessere di Claudia si sono manifestati invece con batticuore e respiro affannoso. Poi, a poco a po co, è aumentata la frequenza delle palpitazioni, si è aggiunta la sudorazione, il sonno è divenuto una sfida, i risvegli notturni un fastidio abituale. Alla base di tutto ragioni inesistenti. Un conto in banca sempre in nero, ma continuamente insuffi ciente se messo alla prova con i bisogni più disparati, e più immaginari. Quindi il grande terrore: l' incolumità fisica dei propri familiari, figli in testa. Sino a quello squillo del telefono vissuto come messaggio di incidenti mortali. Anche Claud ia, come Luciano, prima di rivolgersi a un medico, si è costruita un' artigianale autoterapia, a base di alcol: «Ma la bottiglia non ha aiutato il sonno - racconta oggi -. A lungo andare ha dilatato le mie paure, sino a renderle incontrollabili». Ogg i Claudia segue una cura, ha smesso di bere, quando i figli sono fuori casa comincia a rispondere al telefono senza sudare freddo

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