Sguardo da consumata diva bionda, trucco pesante e un paio di trionfali calzari da dominatrix. Paola Barale stende le gambe su quelle di Raz Degan, uomo grunge dallo sguardo magnetico, bello, dannato e canna-munito. Ad animare il ménage sul talamo sfatto salta fuori pure una misteriosa e statuaria mora che si avvinghia con modi scabri e piumette di struzzo qui e là. All'allegro quadretto di famiglia trasgressiva, mancano soltanto Swartzy e Brigida, i piccolissimi chihuahua di casa Barale. Gli unici che non avrebbero capito l'ironia dei padroncini in posa per Panorama.
Scatti provocatori per la coppia protagonista del gossip dell'estate che ora vuota il sacco (vedere riquadro qui sotto). E immagini emblematiche che introducono il sondaggio esclusivo di Panorama sulle trasgressioni più comuni e praticate dagli italiani.
Quattro questioni chiave che indagano sulla parola trasgressione e sulle sue declinazioni tra media, cultura e stili di vita. E soprattutto sull'attualità di un concetto che, usato e abusato nella pubblicità e nell'entertainment, dà l'impressione di aver perso molto del suo antico appeal. Se non addirittura quella di aver nauseato per la sua onnipresenza.
Di certo per gli italiani (un campione di mille persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni) che hanno risposto alle domande di Panorama (vedere tabelle alle pagine 301 e 303) la trasgressione è un atteggiamento da non prendere poi così sul serio. Almeno non quanto gli sguardi trucidi e rapiti delle donne pubblicitarie tutte tacchi e frustini vorrebbero lasciar intendere. È certamente un importante volano di fantasie: quasi il 19 per cento ammette che il filmetto a luci rosse o, per le giovani generazioni, il sito Internet e le chat line accendono le loro trasgressioni.
Che però sono da consumarsi rigorosamente dentro la coppia. È singolare che il sesso virtuale scateni più le femmine (26 per cento) dei maschi (10,4). Per questi ultimi sembra funzionare ancora molto bene il vecchio trucco del pizzo e dell'autoreggente: il 20,8 per cento considera la lingerie sexy una bomba ormonale a orologeria.
Tradizione erotica che vince sull'artifizio mediatico, quindi, con solo il 7,9 per cento degli italiani che si fa incantare dal nudo d'autore degli spot, dei giornali e dei cartelloni sui palazzi. Riflettano i creativi: è il caso di continuare ad alzare la posta sulla trasgressione mediatica?
A sentir loro gli italiani sono indietro anni luce, sono ipocriti, maschilisti e alla fine più trasgressivi di tutti gli altri nel privato. E l'esempio sarebbe l'ultima campagna stampa per il profumo M7 di Yves Saint Laurent che sta per uscire in tutti i paesi con un uomo integralmente nudo. Tranne che in Italia, dove il modello si mostrerà soltanto fino all'ombelico.
Al contrario, a quanto pare, si possono fregare le mani gli imprenditori delle hot line. La svolta videotelefonica di Fastweb già oggi permette di dare un volto televisivo all'interlocutore. E quindi anche all'eventuale interlocutrice erotica.
Alla quale non basterà più avere una voce calda. A novembre poi, con l'arrivo in Italia del sistema Umts sui cellulari, c'è già chi giura che le spogliarelliste in diretta dilagheranno.
Se dal virtuale si passa al reale, ovvero all'azione trasgressiva vera e propria, l'impulso dionisiaco degli italiani sembra fissare paletti ancora più rigidi.
Il 17,8 per cento dichiara che proverebbe almeno una volta il rapporto sessuale in pubblico. Qui la molla scatenante sembra essere l'esibizionismo soft, nel quale eccellono i maschi: il 29,2 per cento degli uomini vorrebbe fare l'amore in una discoteca o in un luogo affollato. Le donne invece nicchiano e solo il 7,5 per cento li accontenterebbe.
Dati che sembrano andare di pari passo con l'estremizzazione delle serate in discoteca. Solo a Milano e solo in ottobre sono in programma una decina di serate dai nomi strampalati come Pervert, Sodoma, Bizarfetish, Meeting del cuoio e della pelle. Pochissimi gli italiani che passano ai fatti con la frusta in mano (un misero 3,7 per cento ama le pratiche sadomaso), ma è chiaro che propagandando il sesso estremo nell'immaginario comune la discoteca è diventata il posto naturale dove sfogare le smanie libertine. Anche perché i locali torbidi veri e propri, come quelli per gli scambi di coppie, non attraggono che un 5 per cento dei trasgressori.
Mettere la moglie a disposizione degli altri è un grande tabù per i maschi italici. E allora gli strateghi del sesso stanno importando dalla Francia una nuova formula di club privé dove non ci si scambiano i partner ma si può fare l'amore insieme guardando anche altre coppie che lo fanno.
Il primo dovrebbe aprire a Roma a febbraio.Sgombrato il campo dalle trasgressioni più pesanti o di origine nordica, gli intervistati sembrano più interessati a sdoganare quelle più banali tipo lo spinello o la scappatella (come indica il 20,8 per cento degli intervistati).
Comportamenti considerati in famiglia «perdonabili», insomma. A differenza delle due trasgressioni che gli italiani invece proprio non riescono a sopportare nel partner: per le donne che il proprio uomo faccia sesso a pagamento con prostitute e per i maschi che la moglie si conceda, anche una sola volta nella vita, una storia lesbica. Le scene saffiche, in fondo, è molto meglio guardarle sui cartelloni pubblicitari.
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