PECHINO – Matrimoni che scoppiano, tradimenti che impazzano, scappatelle irresistibili. L'antidoto, per fermare il boom di adulteri che sta spopolando la Cina meridionale, è una teoria di mini telecamere. Che, piazzate un po’ ovunque, servono sì per scovare i ladri, ma soprattutto per permettere a mariti gelosi di seguire a distanza tutte le mosse della sua consorte.
A darne notizia è il quotidiano "China Daily", secondo cui nella provincia del Guangdong le telecamere mignon vanno letteralmente a ruba. I costi? Dai 100 yuan (12dollari) ai 3000 (360 dollari). Il boom viene regolarmente confermato dai commercianti. Uno di loro ammette di averne vendute almeno 400 solo nell'ultimo mese.
La faccenda è diventata un caso nazionale, tanto da approdare anche al Parlamento di Pechino, dove il deputato Weng Weiquan ha denunciato la necessità di leggi mirate a frenare il pericoloso ed inquietante fenomeno. Tra le vittime delle microscopiche videocamere, anche una nota e impegnata politica di Taiwan, Chu Mei-feng, consigliere comunale della capitale Taipei, filmata dal marito nel pieno di un esplosivo convegno amoroso con un amante. Chu Mei-Feng è stata così costretta alle dimissioni, dopo la diffusione delle sue performance erotiche, circolate ovunque persino sotto forma di Cd Rom venduti in tutta la regione.
|