MILANO - Stress da superlavoro, ma anche tabù e retaggi di un'educazione religiosa o scolastica troppo rigida, e insoddisfazioni o ansie sessuali. Tutti problemi che le donne non scaricano banalmente sullo stomaco, vittima per antonomasia dei cosiddetti disturbi psico-somatici, ma riversano in blocco sui genitali esterni. Innescando "un circolo vizioso che provoca o peggiora, laddove già esistono, un ampio ventaglio di guai sessuali, relazionali e affettivi". Parola di Leonardo Micheletti, del dipartimento di Discipline ginecologiche e ostetriche dell'università di Torino e presidente dell'European college for the study of vulval diseases, in convegno presso il Centro congressi Torino Incontra, da giovedì 12 fino a sabato 14 settembre.
Per disturbi dei genitali esterni femminili, spiega Micheletti, si intendono "dolori alla zona vulvare (vulvodinia), prurito o irritazioni (vulviti irritative)". Problemi "difficili da quantificare ma molto difusi. Diciamo che una donna su 10 li riferisce almeno una volta nella vita al dermatologo, mentre le altre 9, che magari li vivono, non sanno a chi rivolgersi". Un esercito di 'incomprese', quindi, che ''fanno la spola tra 10, a volte 15 ginecologi, e che, senza trovare risposte, finiscono per tacere". Il punto, infatti, è che "i veri esperti sono pochissimi: solo 300 in tutto il mondo, di cui 40-45 in Europa".
In altre parole, prosegue Micheletti, "la vulvologia è una disciplina giovane, che non viene insegnata né agli specializzandi ginecologi né ai futuri dermatologi". E il risultato è che "la vulva è una parte del corpo scarsamente considerata dal mondo medico". E siccome è un microambiente "del tutto a sé stante (rivestita per l'80 per cento da cute, densa di pieghe, vicina a zone ad altissima secrezione, ricca di ghiandole e follicoli piliferi e dotata di tutti i principali recettori sensoriali conosciuti in anatomia) - afferma lo specialista - è il centro di patologie troppo spesso non diagnosticate".
Disturbi che, stress a parte, "derivano frequentemente da fattori banali, come tenere le gambe accavallate, stare seduti a lungo, indossare pantaloni attillati o biancheria sintetica, esagerare con la bicicletta o lo spinning, lavarsi troppo spesso e con saponi sbagliati". Quali, dunque, i consigli alle donne? Non vestirsi a strati, elenca Micheletti, magari con salvaslip, slip, body e jeans; evitare spinning frenetici e posture statiche; lavarsi 2 volte al giorno con saponi neutri oleosi, così da non seccare la pelle, e, l'ideale, dormire senza mutandine. Ma anche i medici devono fare la loro parte aggiornandosi. "Per questo - conclude l'esperto - ogni 2 anni organizzo corsi di vulvologia, e alla fine di questo convegno distribuiremo opuscoli informativi ai partecipanti".
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