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SESSO, GLI ITALIANI LO FANNO VIRTUALE

MILANO - Chattano regolarmente e farebbero volentieri del sesso on line, ma, se andiamo a vedere le cifre, ben pochi guardano i siti porno e quelli per i rapporti virtuali: in media, solo 36,5 minuti al mese contro i 59,2 minuti dei tedeschi e i 55,4 dei norvegesi. Che cosa se ne deduce, allora? Forse che molti lo farebbero, ma all'atto pratico ci sono ancora molti freni e gli italiani ci pensano un po' prima di buttarsi in quel mare di sensazioni senza nome che è l'amore in internet. Sono due milioni gli italiani che chattano regolarmente, 40mila di essi ''farebbero sesso'' prevalentemente su Internet. Emerge da un'anticipazione del Rapporto Italia 2001 dell'Eurispes che sarà presentato il 25 gennaio.

Una curiosità, tanto per cominciare: cresce la passione delle donne per questo genere di prodotto . I film porno infatti sono visti dal gentil sesso in una percentuale che è passata in un solo anno, dall'1,5% al 30%. Gli italiani sono affascinati dai sexy shop: nel 1992 in Italia i negozi del sesso erano 40, nel 2000 sono arrivati a 293, di cui 60 in Lombardia e 35 nella sola Milano; un giro di affari di 200 miliardi di lire annui (sui cento milioni di euro). Il 50% degli articoli venduti riguardano video e Dvd, il 30% oggettistica, il 20% biancheria intima; secondo alcuni - riferisce l'Eurispes - almeno un quarto dei clienti sarebbero donne, secondo altri gli acquirenti del gentil sesso coprirebbero ben il 70% della clientela.

Nel solo 2000, in Italia si calcolavano 1.225 hot-line ; una linea con 20 ragazze per otto ore al giorno a pieno regime renderebbe in media 500 milioni al mese a fronte di costi di gestione piuttosto contenuti; per l'Eurispes, i guadagni medi mensili di una società del settore è di circa 200 milioni di lire. E se una casalinga si mettesse in proprio a gestire una linea hard, riuscirebbe a guadagnare fino a 5 milioni di lire al mese.

Il cinema italiano produce ogni anno circa 300 film porno , attestandosi al primo posto in Europa a fianco della Francia. Il costo per produrre un film hard in casa nostra è di 3 milioni di lire mentre un film per un porno d'autore prodotto in Europa può costare fino a 600 milioni. Il guadagno medio mensile di un attore porno di media popolarità oscilla fra i 5 e 10 milioni; per le star del genere i compensi affatto bassi. Il gradimento femminile per i film porno sarebbe salito dall'1,5% al 30%. Ogni anno si venderebbero 400 mila videocassette porno.

La stima del giro d'affari mondiale della pornografia su Internet è stato di circa 10mila miliardi di lire, con una crescita annua superiore al 50%. Su 153 milioni di navigatori on-line nel mondo, 147 milioni avrebbero visitato almeno una volta un sito hard. I newsgroup pornografici attivi nel mondo sarebbero 20-30 mila; in Italia i siti pornografici attivi sarebbero 35 mila. Il porno on-line è cresciuto del 40% negli ultimi anni, rendendo nel 1998 un miliardo di dollari (pari al 20% dell'intero giro di affari del commercio elettronico).

Ogni anno vengono prodotti 10 mila film porno (di cui 8 mila nella San Fernando Valley, a 20 chilometri da Los Angeles). Sempre in Usa, le persone che si affidano al web per trovare l'amore sarebbero circa 8 milioni. Si stima che oltre 30 milioni di persone nel mondo (di cui 12 negli Usa) intrattengono relazioni on-line con persone delle quali non hanno mai visto il viso, nè udito la voce. A volte la relazione ha uno sviluppo positivo: in Gran Bretagna il 10% delle internaute piu' accanite finirebbe a letto con un uomo conosciuto in Internet. Eurispes sottolinea la dipendenza da sesso via Internet: sarebbero 30 milioni gli americani incapaci di rinunciare al 'cyber porn', ossia alla pornografia in rete.

Nel 2001 questo tipo di 'malati' ha dedicato a questa attività una media di tre ore la settimana. La dipendenza da porno-web o, meglio la 'cybersexual addiction' è annoverata tra i più diffusi disturbi legati all'abuso di Internet. In Italia gli affetti da 'cybersexual addiction' sarebbero circa 40 mila.

Il Nuovo    

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