Sesso, divorzio e videotape Tonya, pattinatrice degli scandali Detroit, Michigan, 6 gennaio 1994 La campionessa americana di pattinaggio artistico Nancy Kerrigan, 24 anni, viene aggredita dopo un allenamento alla vigilia dei campionati nazionali a De troit. Uno sconosciuto la colpisce al ginocchio con un bastone mentre sta rispondendo alle domande di una giornalista della Pittsburgh Post-Gazette, e poi si dilegua. Le radiografie escludono danni gravi, ma la contusione all' incavo del ginocchio de stro è tale da pregiudicare la sua partecipazione alla competizione del giorno dopo. Negli ultimi due anni altre due pattinatrici sono state fatte oggetto di minacce: sono la tedesca Katarina Witt e l' altra americana Tonya Harding, la quale, present e anch' essa a Detroit, circola costantemente accompagnata da una guardia del corpo. Detroit, Michigan, 8 Gennaio 1994 In assenza della favorita Nancy Kerrigan, il titolo americano di pattinaggio artistico va a Tonya Harding, 23 anni, già campionessa nel 1991, davanti alla tredicenne Michelle Kwan. Queste due atlete dovrebbero rappresentare gli Stati Uniti d' America ai Giochi Olimpici di Lillehammer in programma nel mese di febbraio, ma la Federazione Americana trova una scappatoia nei regolame nti e al posto della Kwan ammette ai Giochi la Kerrigan, pur se non ha disputato le qualificazioni. Portland, Oregon, 19 gennaio 1994 Jeff Gillooly, 27 anni, ex-marito di Tonya Harding, viene arrestato con l' accusa di avere organizzato l' aggression e del 6 gennaio ai danni della Kerrigan. Ad accusarlo è la guardia del corpo della Harding, Shawn Eric Eckardt, il quale indica anche l' esecutore materiale dell' aggressione nella persona di Shane Minoaka Stant, tira in ballo anche un certo Derrick B. Smith quale autista dell' auto usata per la fuga e soprattutto coinvolge direttamente anche la campionessa americana. Nella sua deposizione, infatti, Eckardt sostiene di averle visto fare due telefonate al palazzo del ghiaccio nel quale si allena normalmente la Kerrigan, nel Massachusetts, per cercare di individuare i suoi orari di allenamento; inoltre ricorda che, dopo avere effettuato le telefonate, la Harding si è mostrata preoccupata, e che ha deciso insieme all' ex-marito che, se interro gata al riguardo, avrebbe risposto di averle fatte per chiedere alla Kerrigan di firmare un poster per un suo fan; afferma infine che l' ordine ricevuto da Gillooly, e da lui passato all' esecutore materiale dell' aggressione, Stant, era di colpire i l ginocchio destro perché la gamba destra è quella sulla quale la Kerrigan ricade dopo i salti. Gillooly, che nega ogni coinvolgimento nel caso, viene rilasciato su cauzione. Malgrado la separazione dell' agosto precedente, la sua unione con Tonya Ha rding si è ricomposta proprio mentre venivano preparati i documenti per il divorzio, e i due sono tornati a vivere insieme; tuttavia, una dichiarazione di Tonya al termine dell' interrogatorio cui l' ha sottoposta l' FBI lascia presagire che stia per rompersi di nuovo: «Dopo tormentate riflessioni, - dice la Harding, - ho deciso che è meglio per entrambi se Jeff e io ci separiamo di nuovo. Sono giorni difficili per tutti e due. Io sono innocente, e continuo a credere che anche lui lo sia. Gli au guro tutto il bene possibile, ma penso che durante questo cruciale periodo di preparazione per le Olimpiadi è meglio che io mi concentri totalmente sugli allenamenti». Nel frattempo, però, la Federazione Americana di Pattinaggio comincia a prendere i n considerazione l' ipotesi di revocare la convocazione olimpica a Tonya Harding, e a questo proposito chiede al Comitato Olimpico Internazionale di poter convocare una terza atleta, Michelle Kwan. Portland, 1 febbraio 1994 Gillooly si dichiara colpe vole di ricatto in relazione all' aggressione a Nancy Kerrigan, e patteggia una pena di due anni e una multa di 100.000 dollari in cambio dell' esenzione da qualunque altra incriminazione connessa col fatto, comprese quelle ben più gravi che potrebbe ro risultare dall' inchiesta federale ancora in corso. Nella sua confessione, Gillooly afferma che Tonya Harding è pesantemente implicata nel delitto ai danni della rivale, da lei stessa approvato fin dal 28 dicembre. In seguito, secondo Gillooly, la Harding ha effettuato svariate telefonate nel tentativo di scoprire le abitudini della Kerrigan, in modo da poterla colpire a casa sua, e ha consegnato a Eckard una fotografia della rivale perché la desse a Shane Stant, che non aveva mai visto Nancy Kerrigan. Ma il progetto di mettere in atto l' aggressione a Boston, dove la Kerrigan vive, è fallito, la qual cosa ha indispettito la Harding, che, sempre secondo Gillooly, ha reagito lamentandosi del fatto che nessuno fosse in grado di «fare quell a cosa» per lei. L' aggressione è stata dunque spostata a Detroit, durante i campionati nazionali. Secondo il piano, dopo l' attacco Stant avrebbe dovuto lasciare un biglietto, così da far pensare a un fan psicopatico. Ma le cose sono andate diversam ente: Stant ha colpito Nancy Kerrigan durante un' intervista, davanti a numerosi testimoni. Gillooly, rimasto a Portland, afferma di avere ricevuto quello stesso pomeriggio una telefonata della Harding. «È successo», gli avrebbe detto la ex-moglie. « Cosa?». «Nancy». Un momento di silenzio, poi Gillooly chiede: «E l' hanno fatta franca?». «Non lo so». L' avvocato di Gillooly spiega che il suo assistito ha deciso di non coprire più le responsabilità della ex-moglie dopo avere visto il verbale dell e dichiarazioni da lei rilasciate all' FBI, nelle quali afferma di essere convinta che Gillooly avesse ordito l' attacco alla Kerrigan. Tonya Harding, tramite una dichiarazione diramata prima ancora che Gillooly si presentasse davanti alla Corte, rig etta con sdegno ogni coinvolgimento nella vicenda e definisce le accuse di Gillooly «una calunnia grave e continuata». Lillehammer, Norvegia, 13 febbraio 1994 A Olimpiadi già iniziate, la federazione americana di pattinaggio scioglie la riserva e con sente a Tonya di partecipare ai Giochi nonostante le ombre relative al suo possibile coinvolgimento nell' aggressione a Nancy Kerrigan. La decisione, più che dal principio di presunzione d' innocenza, deriva dalla volontà di evitare una citazione in giudizio da 25 milioni di dollari, già preannunciata dai legali della Harding nel caso la Federazione l' avesse privata del suo diritto di disputare i Giochi Olimpici, regolarmente acquisito nelle qualificazioni ufficiali. Hamar, Norvegia, 25 febbrai o 1994 Nella finale olimpica, Nancy Kerrigan è medaglia d' argento, mentre Tonya Harding si rende protagonista di uno spettacolo struggente. Dapprima si presenta in ritardo sull' arena, irrompendo all' ultimo secondo, da dietro una tenda, con l' inal atore anti-asmatico in mano; poi, appena cominciato l' esercizio, manca clamorosamente il primo salto, e scoppia a piangere. Singhiozzando, si dirige al tavolo della giudice di gara, Britta Lindgren, appoggia il piede sinistro sul banco e, sempre tra i singhiozzi, le spiega che durante il riscaldamento le si è rotto un laccio dello scarponcino e che non ha fatto in tempo a sostituirlo. La Lindgren esamina il pàttino e decide che sì, Tonya Harding può ripetere l' esercizio. Così, venti minuti dop o, Tonya scende di nuovo sul ghiaccio ed effettua il suo esercizio, senza però nemmeno tentare il triplo axel che l' ha resa famosa. La votazione della giuria la colloca all' ottavo posto della graduatoria finale. Portland, Oregon, 17 marzo 1994 Tony a Harding si dichiara colpevole di intralcio alle indagini sull' aggressione a Nancy Kerrigan, e patteggia la pena. In cambio dell' impegno della procura a non incriminarla per nessun altro reato connesso, accetta una condanna a tre anni di libertà v igilata, alle dimissioni dalla squadra americana di pattinaggio e al versamento di 100.000 dollari di multa, più 50.000 dollari di beneficenza a uno speciale fondo per atleti, più 10.000 dollari di rimborso spese alla procura distrettuale. Inoltre si impegna a prestare 500 ore di lavoro presso un non ancora identificato servizio sociale, nonché a sottoporsi a visite e trattamenti psichiatrici eventualmente deliberati dalla Corte. Gli avvocati della Harding tengono a sottolineare che questa soluz ione non implica che la loro assistita facesse parte del complotto contro la Kerrigan o ne fosse al corrente, ma secondo il procuratore capo Norman Frink, che ha condotto le indagini e proposto il patteggiamento, «anche se non si è dichiarata colpevo le di quello, i fatti parlano da soli». Tonya Harding, che con i guadagni accumulati nell' attività agonistica e col denaro ottenuto vendendo la sua storia allo show televisivo Inside Edition può ben pagare le forti ammende, rilascia una telegrafica dichiarazione tramite i suoi avvocati: «Dedicherò tutto il mio impegno a mettere ordine nella mia vita. Questo obiettivo, ora, per me è più importante del pattinaggio». Washington, 1 luglio 1994 Con un ritardo sconcertante, la Federazione Americana r adia Tonya Harding e le ritira il titolo americano vinto a Detroit sei mesi prima. Secondo la commissione chiamata a pronunciarsi la Harding «era a conoscenza del progetto di aggressione alla rivale Kerrigan prima che questa avesse luogo, e vi ha svo lto parte attiva». È la prima volta che in questa storia un qualsiasi organo deliberante giunge ufficialmente a una simile conclusione. La radiazione comporta il divieto di partecipare a qualsiasi manifestazione di pattinaggio artistico a livello dil ettantistico, semi-professionistico o professionistico riconosciuta dalla Federazione, e quello di diventare allenatrice. I legali di Tonya definiscono «improbabile» il ricorso in appello. Reno, 22 Febbraio 1997 Tre anni dopo la figuraccia alle Olimp iadi di Lillehammer, Tonya Harding torna a pattinare. Grazie a una revoca della radiazione da parte della Federazione, l' ex-campionessa scende sul ghiaccio del Reno Convention Center, in Nevada, per un' esibizione di tre minuti, alla quale assistono parecchie migliaia di persone. Durante l' inattività la sua popolarità è addirittura cresciuta, per via del proliferare di siti Internet dedicati a lei. In alcuni di essi, decisamente pornografici, sono spuntate sue foto hard core, tratte da un vide o a tripla X consacrato alla sua prima notte di nozze. La foto che ho visto io la ritrae chinata su un uomo supino, nudo, completamente dominato da un' atletica interpretazione della posizione detta a «smorzacandela»; la didascalia dice che si tratta di Jeff Gillooly - l' uomo della sua vita, con cui si è sposata, dal quale si è separata, col quale è tornata insieme a ridosso della bastonata a Nancy Kerrigan, che poi ha lasciato di nuovo, che ha accusato, che l' ha accusata, che ha patteggiato c ome lei una pena mite per scongiurare condanne più pesanti, e che alla fine è diventato il suo partner nella cyber-metamorfosi che ha fatto di lei la prima pornopattinatrice della storia. I PROTAGONISTI L' intricata vicenda di un matrimonio finito in un porno-sito Oggi ha 30 anni, quando scoppiò lo scandalo che la costrinse a interrompere una carriera da campionessa di pattinaggio artistico ne aveva 23. Un passato di instabilità familiare alle spalle, la madre al suo sesto matrimonio, il padre, il solo amico della sua vita che la portava a caccia e a pesca, Tonya Harding ha continuato a far parlare di sé. Per i suoi nudi e le scene osé, finiti in televisione, su Penthouse, su diversi siti Internet, tratti da un video girato in luna di miele che l' ex-marito Jeff Gillooly aveva venduto per un bel malloppo di dollari. Ma non solo. Una piccola casa di produzione di West Los Angeles, specializzata in sceneggiature di cronaca nera, ha comprato i diritti (pare per cifre a nove zeri) sulla vi cenda Harding-Kerrigan, per la produzione del film Tonya Harding, una tragedia americana, in cui la pattinatrice fa da controfigura con piroette sul ghiaccio. Nel ' 95 è poi convolata a seconde nozze con un macchinista di Portland (Oregon).
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