Una buona sessualità deve trovare le sua basi in un'educazione sana e nelle spiegazioni da fornire ai ragazzi, sin dall'età più giovane. In modo da garantire una buona vita di coppia da adulti.
RUSSIA: SEMPRE PRIMA LA "PRIMA VOLTA"
Igor Kon, un ricercatore russo, ha raccolto i dati sul cambiamento dell'età del primo rapporto amoroso dei giovani dell'ex Unione sovietica a partire dal 1987. Nel 1993 il 38 per cento dei sedicenni e il 25 per cento delle loro coetanee avevano già avuto il primo rapporto sessuale completo. Solo due anni dopo questa esperienza fu "ammessa" dal 50 per cento dei maschi e dal 33 per cento delle femmine. Rispetto al padre i maschi che avevano avuto il primo rapporto sessuale completo a sedici anni erano 2 o 3 volte di più, mentre le femmine ben 5 o 6 volte più numerose delle loro mamme. E, tra l'altro, in media con quattro anni di anticipo!
I PROBLEMI SESSUALI DEI GIOVANI GIAPPONESI...
Sono quasi venti anni che esiste un telefono attivo per rispondere ai problemi posti dai giovani giapponesi in materia sessuale. Ecco quali sono le domande più frequentemente poste, raccolte su un campione di oltre 80 mila chiamate:
Richiesta di consigli sulla masturbazione: 18 per cento
Fimosi (quando l'anello sul glande è troppo stretto e la pelle del pene non scorre: 17 per cento
Problemi di eiaculazione: 11 per cento
Forma o misure del pene: 10 per cento
Per le ragazze, invece, la maggior parte delle domande riguardano, nell'ordine:
Problemi legati alla contraccezione: 44 per cento
Gravidanze: 13 per cento
Mestruazioni: 11 per cento
Malattie sessualmente trasmesse: 6 per cento
... E DEGLI SPAGNOLI
Anche Mariela Martinez Cabanes ha classificato i problemi che affligono i giovani ragazzi spagnoli elaborando i risultati di un questionario distribuito in alcune scuole in Ispagna.
Ecco i risultati delle problematiche sollevate, suddivise per argomento:
Sessualità, 30 per cento
Anatomia e fisiologia, 28 per cento
Controllo delle nascite, 14 per cento
Malattie sessualmente trasmesse, 6 per cento
Aborto, 2 per cento
RUSSIA: L'ANSIA DELLA MASTURBAZIONE
Nella tradizione filosofica russa - da Vassilii Rozanov a Dmitrii GalkovsKii - la masturbazione è associata non solo a problemi sessuali ma anche a realtà socio-politiche che l'hanno sempre considerata un problema dipendente e legato al regime autoritario e alla mancanza di libertà. Ancora oggi è frutto di ansietà, frustrazione socio-sessuale e vergogna morale e nella Russia contemporanea continua a mantenere una valenza "anormale " e viene considerata un fenomeno di cui vergognarsi. Una recente indagine sessuologica (Chervyakov and Kon) conferma che solo il 30 per cento dei ragazzi compresi tra i 16 ed i 19 anni ammettevano di aver avuto un esperienza masturbatoria.
PIU' SEI POVERO, PIU' SOFFRI I CONTRACCETTIVI
E' questo il risultato di uno studio condotto in Belgio dal dottor Islam Rafiqul Khandaker su 227 donne del Bangladesh cui è stato somministrato un contraccettivo ormonale a "lungo termine" (159 impiantati e 68 iniettati). Sottoponendo loro un questionario standardizzato, ne è emerso che il 20 per cento hanno patito disordini sessuali e il 16 per cento hanno avuto problemi direttamente conseguenti la terapia contraccettiva. In due quinti dei casi le coppie hanno subito dei traumi relazionali dall'uso dei contraccettivi e nell'11 per cento dei casi le donne hanno dovuto addirittura rimuovere l'impianto. In un quarto dei casi i problemi sono stati peggiori di quelli registrati nella media, mentre in un terzo dei casi si è avuto addirittura un miglioramento delle relazioni di coppia.
UKRAINA: ECCO LE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE
Yuriy Kushniruk, un medico ucraino, ha messo a confronto tre gruppi di giovani adolescenti tra i 14 e i 18 anni per verificare le peculiarità epidemiologiche e cliniche delle malattie sessualmente trasmesse (Std). Il primo gruppo era composto da 212 ragazze "sessualmente attive", il secondo da 50 "mediamente attive" dal punto di vista sessuale e il terzo da 100 vergini. Nel primo gruppo le Std erano presenti nell'85,8 per cento delle giovani, nel secondo solamente nel 6,0 per cento dei casi e nel terzo gruppo erano, ovviamente, del tutto assenti. Ecco le patologie più diffuse e la loro percentuale: Chlamidia trachomatis 43,4; Ureaplasma urealyticum 21,2; Mycoplasma hominis 13,2; Gardnerella 17,4; Trichomonas vaginalis 11,3; Candida albicans 8,5. Il processo infiammatorio era asintomatico nel 57,5 per cento dei casi o sintomatico (con perdite o dismenorea nel 42,5 per cento dei casi e con patologie del tubo ovarico nel 36,8 per cento dei casi e con endocervicite nel 33,5 per cento).
|