Le Avventure
Barzellette Spinte
Cartoline
Chat Zone
Comunity
Corso di Anatomia
EroNews
Free Daily Links
Free Email
Games
Indice Siti PornoStar
Lezioni principianti
Pippasutra
Racconti
SuperEventi
Eroscopo
Annunci

VUOI RICEVERE UNA BARZELLETTA EROTICA AL GIORNO
SUL TUO CELLULARE WIND ?

INVIA UN SMS AL NUMERO 4649
CON TESTO DEL MESSAGGIO: BARZELLETTE ON

Costo di ogni sms 0,5 Euro + Iva

SALTA LA PORNOTAX, MA FALSITTA CANTA VITTORIA

ROMA - Salta definitivamente la pornotax. L'aula di Montecitorio ha infatti eliminato oggi dal testo delle legge finanziaria i due articoli (il 12 e il 13) che inasprivano le imposte sui prodotti pornografici. Le due proposte (di cui si è fatto veemente paladino il deputato di Forza Italia Emanuele Falsitta) prevedevano un addizionale Irpef del 25% sui profitti derivati dalla produzione, vendita e noleggio di materiale hard e la soppressione per questo stesso settore delle facilitazioni fiscali di Stato all'editoria.

Ma la pornotax era soprattutto la prima espressione legislativa concreta di quella filosofia politica impostata sul fisco etico che lo stesso Falsitta considera parte strutturale del suo "Manifesto blu".

Eppure, nonostante provenisse appunto da un giovane e determinato esponente della maggioranza, l'idea di modellare eticamente i consumi prelevando di più da chi guadagna sulla pornografia non è piaciuta quasi a nessuno. Se si escludono i 50 fedelissimi deputati di Falsitta che hanno difeso l'iniziativa strenuamente anche durante i loro interventi di oggi in aula, si è infatti alzato dall'assemblea della Camera un coro di critiche bipartisan.

Perché un po' tutti i partiti hanno intravisto dietro questa proposta una limitazione delle libertà individuali. Paventando che lo Stato volesse cominciare a imporre gusti e scelte al privato cittadino. Inutilmente Falsitta ha a sua volta cercato di spiegare che il provvedimento si propone di orientare e non di sopprimere certi consumi, che il gettito maggiore fornito dal porno avrebbe finanziato la spesa sociale. Alla fine l'aula ha cassato i due articoli della Finanziaria in questione.

L'unica parziale consolazione sul piano politico per i fautori del fisco etico sta nell'impegno formale (ma non ancora ufficiale) preso dalla maggioranza di studiare un progetto di legge ad hoc che ridisegni i limiti dentro cui si può produrre e diffondere la pornografia. A questo proposito va notato che l'Udc si è fatta promotrice di una soluzione di compromesso (che però non è bastata a salvare i due articoli di legge), tesa a definire con precisione il confine fra prodotti "spinti" e non.

L'ipotesi prevedeva di classificare fra i primi quelli in cui vengono esibiti "atti sessuali non simulati", annoverando tutti gli altri nella seconda categoria. In sostanza l'idea è quella di penalizzare fiscalmente il cosiddetto hard, mostrandosi invece meno duri con l'altrettanto cosiddetto "soft".

Ma, come detto, questa classificazione a fini tributari sarà semmai inserita in una legge sul problema specifico che andrà in cantiere dopo la Finanziaria; e che Falsitta si aspetta di vedere calendarizzata quanto prima. Intanto questo onorevole di prima nomina incassa un momento di notorietà e si dimostra capace di coagulare intorno ad un suo progetto politico di largo respiro una nutrita pattuglia di deputati. Forse non è ancora l'atto di nascita di una corrente interna a Forza Italia, ma è comunque qualcosa che gli assomiglia molto.

Se poi si considera che la sua idea moralizzatrice sul porno ha trovato consensi trasversali (registrando, pare, anche una certa simpatia particolare dei ministri Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi) c'è n'è abbastanza perché Falsitta possa considerare la sconfitta di oggi anche una mezza vittoria.

Il Nuovo    

Invia questa notizia ad un amico