ROMA - E' possibile tracciare l'identikit del vero "macho" italiano? Sembrerebbe proprio di si: vive al Nord d'Italia e ha tra i 40 e i 50 anni, se è vero che quattro su cinque degli intervistati dichiarano di non aver mai avuto, in tutta la vita, problemi di erezione. O al massimo una sola volta, il che è praticamente lo stesso. Anche se per la metà dei maschi che vivono al settentrione portare in tasca una pillola per l'erezione da sicurezza e riduce l'insorgenza del problema - un poco come la coperta di Linus - mentre al Centro e al Sud del paese concordano con questa dichiarazione meno di un quarto degli intervistati. Sono questi alcuni dei dati più curiosi emersi da un sondaggio effettuato da Burson Marsteller su un campione rappresentativo di uomini di età superiore ai 40 anni dislocati al Nord, al Centro e al Sud d'Italia, con l'obiettivo di conoscere le loro reazioni personali e i comportamenti riflessi all'interno del nucleo familiare e della coppia in presenza di problemi di disfunzione erettile.
Ma non è tutto: stando a quanto dichiarato dalla Prof.ssa Chiara Simonelli della Facoltà di psicologia dell'Università La Sapienza di Roma in una conferenza stampa a Roma i più preparati sull'argomento disfunzione erettile "sono sicuramente gli uomini più ... anziani, visto che due ultrasessantenni su tre di fronte al verificarsi di questo problema andrebbero dritti dritti dal medico (di famiglia o specialista), mentre al Centro Italia questo atteggiamento lo avrebbero poco più di due quinti degli uomini". Anche se al Centro il 90 per cento degli uomini sono convinti che la disfunzione erettile abbia origini psicologiche e sia inevitabile con il passare degli anni, mentre al Sud corpo e psiche ne sono ritenuti responsabili … alla pari!
Chi paga? Partner, figli… Due uomini su tre non esiterebbero a prendere, se esistesse, una soluzione più naturale, efficace e veloce, anche perché quattro uomini su dieci sono convinti che la disfunzione erettile provochi tensioni in famiglia o ripercussioni sui figli. Tre uomini su cinque pensano che la via di sfogo non sia rappresentata dal cibo, ma più sono anziani e "nordici" più sono convinti che alla fine le donne tradiscano il partner per questo motivo. Anche se tutti - ad eccezione proprio dei maschi del Nord - sono convinti che la disfunzione erettile sia provocata anche da una donna sempre più emancipata ed esigente nei confronti del partner. Oltre i due terzi degli intervistati ritengono infatti che la partner giochi un ruolo determinante nella soluzione di questo problema e poco più della metà è convinto che la disfunzione erettile renda più difficile la comunicazione tra i partner. Perché allora un uomo nasconderebbe il ricorso ad un farmaco per superare questo problema? Al Sud per non essere derisi, al Centro perché la donna potrebbe non sentirsi "femmina" quando l'uomo mostra il suo gradimento, perché tanto sa che ... non è grazie alle sue effusioni!
…dipendenti e automobile! Ma non è solo la famiglia, quindi, a pagare le conseguenze dei problemi di disfunzione erettile: per il 44 per cento degli uomini che vivono al Nord ci si sfoga al volante dell'auto, e quel "problemino" determina addirittura un aumento degli incidenti! Se poi si considerano gli esiti sul posto di lavoro, la percentuale sale addirittura al 50 per cento: sempre al Nord si sfogano con i dipendenti almeno la metà di coloro che soffrono di questo problema. Al Sud, al contrario, la disfunzione erettile sarebbe causa di mancanza di produttività, mentre al Centro per tre intervistati su dieci non cambia proprio nulla.
La disfunzione erettile Cosa fare, dunque, per ridurre i disagi di questa patologia che riguarda oltre 3.500.000 italiani? Secondo il Prof. Vincenzo Mirone, Presidente della Società Italiana di Andrologia, ci sono farmaci che forniscono buoni risultati senza effetti collaterali particolari. Gli ultimi dati del mese di ottobre, pubblicati sul British Journal of Urology - la più prestigiosa rivista scientifica del settore - confermano che naturalezza e rapidità di azione, assenza di interazione con cibo, alcool e nitrati sono i vantaggi più significativi del trattamento con apomorfina rispetto alle altre terapie oggi disponibili. L'Italia ha contribuito in maniera significativa alla sperimentazione che ha permesso - con il supporto della Takeda Italia - la registrazione di Ixense® presso l'Emea, l'Organo Europeo di controllo sulla sperimentazione farmacologica. Proprio il prof. Mirone, infatti, è stato il coordinatore del gruppo italiano, che ha interessato ben 60 centri coinvolgendo più di 300 pazienti. Sono stati, in totale, più di 5000 i pazienti arruolati nel programma di sperimentazione clinica dell'apomorfina, disponibile sul mercato dal mese di luglio. Ma vediamo quali sono i risultati degli studi sperimentali.
I risultati della sperimentazione
Questi, in sintesi, i risultati degli studi sperimentali:
- Rapidità di azione. L'apomorfina ha dimostrato di avere un'azione molto rapida. Il tempo medio di azione riportato dallo studio è di 18.9 minuti per il 2 mg e di 18.8 per il 3 mg. Addirittura il 280/o dei pazienti ha raggiunto un'erezione sufficiente al rapporto dopo 10 minuti dall'assunzione del farmaco.
- Interazione con alcool e cibo. L'apomorfina ha dimostrato di non avere alcun tipo di interazione con l'alcool. Questo aspetto è stato sperimentato in un gruppo significativo di circa 200 pazienti. Grazie alla somministrazione sublinguale l'apomorfina è, ad oggi, l'unico farmaco per la disfunzione erettile a non avere alcuna interazione con il cibo.
- Interazione con i farmaci. I risultati della sperimentazione confermano che l'apomorfina è ad oggi l'unico farmaco a non essere controindicato con alcuni farmaci comunemente prescritti ai cardiopatici quali antipertensivi, diuretici e nitrati.
"L'apomorfina è un principio attivo di prima linea per il trattamento della disfunzione erettile: ha un'azione fisiologica, naturale e semplice. E' indiscutibile che un così rapido inizio di azione - afferma il Prof. Mirone - possa evitare la pianificazione dell'atto sessuale da parte della coppia, conservando il ritorno ad una relazione sessuale più spontanea e naturale, fondamentale per controllare l'ansia da prestazione che quasi sempre condiziona questi uomini. L'assenza d'interazione con il cibo e l'alcool garantisce un'importante flessibilità di utilizzo. L'apomorfina può essere presa, infatti, anche dopo i pasti. Con indubbi vantaggi per le coppie che spesso e volentieri si "dedicano" al sesso dopo cena".
|