Fosse capitato a Treviso città, dove regna Giancarlo Gentilini, il sindaco-sceriffo che ce l'ha con «efebi, putane, recioni e grigi» (nel suo lessico sono i marocchini: né bianchi né neri), a quest'ora avrebbero già commentato: «Le nostre aziende vanno a puttane!». Invece capita 35 chilometri più in su, a Fontanelle, dove si adopera il sindaco-medico Giovanni Pisani. Il quale ha convinto i più importanti imprenditori locali a dare il posto fisso proprio a un bel gruppo di ex prostitute extracomunitarie. «E la vuol sapere una cosa? Le ho fatte assumere in base all'articolo 18» se la ride Pisani, un mansueto gastroenterologo dal carattere di titanio, sposato, padre di cinque figli, da otto anni a capo dell'unica giunta di centrosinistra in una terra presidiata dalla Lega.
Il controverso Statuto dei lavoratori stavolta non c'entra: si tratta dell'articolo 18 del decreto attuativo della legge Turco-Napolitano sull'immigrazione, che devono aver letto davvero in pochi se il caso di Fontanelle sta facendo scuola in Italia. «A dire il vero non ne sapevo nulla neppure io, anche perché non mi sono mai occupato di politica, fino al '90 ignoravo persino la distinzione tra consiglieri e assessori» confessa Pisani.
Bel tipo, questo sindaco. Potrebbe essere primario in un ospedale e invece preferisce fare il medico di famiglia. E la settimana scorsa, anziché starsene in municipio a firmare carte, s'è preso tre giorni per allattare il primogenito di un'ex prostituta albanese di 22 anni: «Era spaventatissima perché il suo piccolo, appena otto giorni di vita, non cresceva di peso. Portalo a casa mia, le ho detto. Ne ho tirati su cinque, di figli, vuoi che non riesca a far mangiare anche lui? È diventato subito paffutello. Ha dormito con le mie bambine, che ora mi chiedono: papà, ma quando torna?».
La moglie del dottor Pisani, Carla Olivieri, si è invece specializzata nel districarsi fra normative e regolamenti della Repubblica e nel farsi finanziare progetti sociali che propone agli enti locali, dalla Provincia di Lecce alla Comunità montana del Grappa. «Così un giorno il signor sindaco mi è capitato in ufficio a spiegarmi che la legge concede permessi di soggiorno straordinari per motivi di protezione sociale» racconta Silvio Montagner, titolare della Eurocomponenti, un ex piastrellista che dà lavoro a 200 persone e fornisce mensole e cassetti ai produttori di cucine. «In pratica lo Stato retribuisce per 400 ore il clandestino ridotto in schiavitù che trova il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. Figurarsi se dopo questo stage me lo lascio scappare».
Comprensibile: il primo problema del Nord-Est è la carenza di manodopera. Alla Eurocomponenti il 65 per cento del personale è formato da senegalesi, nigeriani, indiani e marocchini. Ora vi ha trovato un impiego la maggior parte delle 33 ex prostitute arrivate a Fontanelle. «Ma fra i 12 assunti nell'ambito del programma di protezione abbiamo anche quattro cinesi che in un laboratorio clandestino di Bari sgobbavano 20 ore al giorno per meno di un euro l'ora» informa Stefano Bellin, capo del personale.
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