PISA. Il sesso che fa notizia, il sesso che fa opinione, il sesso che divide una città dove c'è ancora qualcuno che fa finta di scandalizzarsi o che, probabilmente, riesce a scandalizzarsi per davvero anche se, ricordiamocelo, siamo stati i primi in Italia a dare esempio di civiltà con l'istituzione del registro delle unioni civili per le coppie di fatto.
Comunque sia o la si pensi, la notizia delle nuove dive hard, apparsa ieri sul nostro giornale, ha monopolizzato e monopolizzerà per i prossimi giorni buone parte delle chiacchiere dei nostri concittadini, tanto che ha fatto concorrenza alla sofferta prova della nostra nazionale di calcio.
Attualmente è in corso una sorta di safari alla «diva», specie nei due ospedali (Santa Chiara e Cisanello).
Discorso apparentemente più semplice per la «diva» commessa del centro storico. I negozi da visionare nono sono poi tanti.
Nella giornata di ieri, inspiegabilmente (ma non troppo), si è registrata una impennata di visite «mirate» e di conseguenti mancate vendite.....negli esercizi commerciali «dotati» delle commesse più «in forma». Un'altro tipo di caccia, nel frattempo, si sta conducendo per identificare il luogo del...peccato.
I dati forniti dal produttor-regista Alex Asmara, purtroppo, non possono essere inseriti nei più sofisticati «navigatori» satellitari.
Ma comunque, stando alle informazioni ulteriori che il «cineasta» psicologo (aggettivo abbondantemente meritato, visto cosa riesce a scatenare nelle province italiane, e cosa riesce a lucrare attraverso la scoperta...dell'acqua calda), che ieri stava girando l'ennesimo «capolavoro» tra i nuraghe della Sardegna, il «santuario» del piacere dovrebbe essere facilmente individuato tra i sette fatiscenti rustici presenti nell'area un tempo conosciuta come quella dell'Acqua Donata (tra l'inceneritore e la tenuta di Coltano).
E in attesa che la festa del Santo patrono (lunedi 17 infatti inizia la commercializzazione di «Casalinghe in umido») consegni alla storia della repubblica pisana il volto ed i dati anagrafici delle belle e «spudorate» protagoniste, i chiari riferimenti di Asmara ai gusti di uomini, donne, ma soprattutto coppie pisane, contribuiscono a delineare i profili di una città, la nostra appunto, fino a ieri ritenuta «sonnacchiosa».
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