ROMA - Marilyn Manson è stato denunciato per violenza sessuale. Lunedì al Palaghiaccio di Marino (Roma) ha ripetuto la scena che in ogni concerto accompagna «Sweet dreams» degli Eurythmics. Dal palco chiama una ragazza tra i fan delle prime file, la invita a salire in scena e mima con lei una sodomizzazione. Ma questa volta la «prescelta» non ha gradito il gioco. E, dopo il concerto, ha sporto denuncia alla polizia. Secondo Guendalina C., minorenne di origine leccese, sarebbero state alcune body guards di colore a costringerla a salire sul palco, afferrandola con forza e contro la sua volontà. La ragazza nell' esposto sottolinea anche che il cantante l' avrebbe toccata nelle parti intime per rendere ancora più veritiero il rapporto. L' inte ra scena è comunque stata ripresa dalle telecamere della polizia presenti al Palaghiaccio. Ma già al termine della serata una prima sorpresa aspettava il cantante, il cui vero nome è Hugh Brian Warner. La polizia, con una procedura d' ufficio, ha not ificato all' artista il reato di atti contrari alla pubblica decenza. Manson ha costruito la sua carriera su atteggiamenti stravaganti e provocatori, in scena mostra i glutei e i genitali al pubblico, sputa sugli spettatori, mostra l' immagine di un feto crocifisso sul palco, pronuncia raffiche di oscenità. Ma finora nessuno aveva mai sporto denuncia contro di lui. «È stato imbarazzante spiegare a Manson quello che stava succedendo, ma lui più che irritato pareva divertirsi molto», racconta Luca Busca della Bbc, il promoter locale che ha seguito la data romana, e che rischia, con Antonella Lodi di Milano Concerti, di essere denunciato per favoreggiamento. E ieri sera, nella conclusione del tour a Casalecchio di Reno (Bologna), Manson non ha eseguito «Sweet dreams». «Mi piacerebbe tanto cantarla - ha detto -, ma non posso». Lunedì la Guardia di Finanza ha eseguito oltre 100 fermi tra gli spettatori per detenzione di stupefacenti. Sono stati sequestrati 300 grammi di hashish, 90 di marij uana, pasticche di ecstasy e dosi di cocaina. Sandra Cesarale
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