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MADONNA: IL SESSO, LA GLORIA, I LUTTI

In un libro la storia della diva trasformista: la famiglia italoamericana e i due matrimoni


Anticipazione di «Goddess», biografia realizzata da Barbara Victor. E già contestata dall' artista Madonna, la verità dietro mille volti In un libro la storia della diva più trasformista: dall' ossessione per il sesso ai lutti senza fine Fin dall' in izio, la bella biografia «non autorizzata» di Barbara Victor non si presenta come un' agiografia, ma come una ricostruzione che unisce alla messe di notizie inedite una fitta serie di chiaroscuri critici. Seguirne le piste, vuol dire quindi non ferma rsi al piano aneddotico. Su Madonna musicista, per esempio, parte con una provocazione dura: «Non esiste artista che abbia avuto più successo di lei e la cui musica, al tempo stesso, sia stata meno recensita e analizzata». La Madonna musicista risult a grande nell' insieme ma distante nello specifico da certe «colleghe»: la sua voce, pure inconfondibile, non arriva alla profondità emotiva di una PJ Harvey; i suoi video memorabili (dalla simil-Metropolis sadomaso di Express Yourself ai corvi-mante llo di Frozen) non arrivano mai all' originalità sperimentale di una Bjork; e il suo ribellismo non arriva neanche a sfiorare, per radicalità, quello della nera Lauryn Hill. Insomma, i suoi fregolismi di genere (dal beat-dance alla techno-ambient al neo country) sono un versante dei suoi geniali fregolismi mediatici. Non solo: come attrice, Madonna ha fallito su tutta la linea. Per il teatro, la Victor ricorda la lapide di Katharine Hepburn: «Ho visto la nuova commedia di Mamet con Madonna che i nterpreta un' aspirante attrice che non sa recitare. Era assolutamente convincente». Per il cinema, ricorda come si possano salvare solo Cercasi Susan disperatamente ed Evita. Alla fine l' esemplarità di Madonna sta proprio nella vita, che nella dens a ricostruzione della Victor ha tutti gli elementi epico-kitsch di un film di Coppola o di Scorsese. EMIGRAZIONE, PROVINCIA, METROPOLI - La scansione degli spostamenti dei Ciccone è quella di tante famiglie migranti meridionali, con relativa escalati on di status. Nonno Gaetano ha come punto di partenza Pacentro (Abruzzo), città-bomboniera nel Rinascimento (con gli eleganti edifici in antico marmo bianco) e centro di abbigliamento oggi; e come punto di arrivo Pittsburgh, Pennsylvania. Da qui, il padre-Padron Tony - ingegnere che farà carriera nella General Motors e poi nella Chrisler - si sposta a Bay City, Michigan, luogo-placenta di Madonna: una Pleasantville ibernata negli anni Cinquanta tutta strade larghe-querce-magioni vittoriane dei m agnati del legname o casette stile Cape Cod, con madri da sit-com e vecchie zitelle in nero (calze opache, scarpe stringate) tutto cattolicesimo sessuofobico. Da qui, ancora, Louise Veronica prende il largo per una New York che la vedrà pendolare, da buona borghese, tra l' underground chic di Manhattan (Andy Warhol) e quello proletario di Harlem e del Bronx; così come Parigi la vedrà passare disinvoltamente dalla casa-reggia di Jean-Paul e Daniéle Pellerin - tra mobili d' epoca, toilette e futon - alle selle dei motorini dei ragazzi vietnamiti tra i magnaccia e le puttane di St. Denis e delle Halles. AMORE, MORTE, RELIGIONE - Come ogni saga che si rispetti, anche quella di Madonna è a forti tinte elisabettiane. Ma attenzione: perché qui si tocca il grumo più autentico della donna e dell' artista. Da un lato, infatti, la vita di Madonna sembra il compiersi di una sessuomania euforica manifestata da bambina (la «ruota» fatta senza biancheria intima) e deflagrata poi in una ninfomania che non sai se più naturale o più meccanica, da collezionista di uomini e donne che fugge dal proprio centro vuoto. Dall' altro, c' è una sequenza di lutti senza fine: su tutti, ovviamente, quello della madre, che muore di cancro a 31 anni, quando la fi glia ne ha cinque, dopo un' agonia intollerabile (vedi le pagine della Victor sulla donna che si fa fotografare truccata, già devastata dalla chemio, per «istruire» le pompe funebri): ma anche quelli di amici-amanti morti per Aids (il ballerino Chrys topher Flynn) o per overdose (il grande artista Basquiat); per tacere dell' alcolismo del primo marito Sean Penn - alla lunga inviso all' establishment hollywoodiano - o del fratello Martin. Punto d' incrocio tra queste due pulsioni del vecchio schem a freudiano è la religiosità morbosa e deviata di Madonna: quella che la porta al Cristo-porno del video di «Like a Prayer», visto da Padre Siebert, un gesuita amico di Madonna, come un esempio di sensualità per la sua «passività». AMERICA COME IDEOL OGIA - La sintesi del mondo di Madonna sono le due grandi scene dei matrimoni. Il primo a Malibu, con gli elicotteri dei giornalisti, il «fuck you» loro dedicato da Sean Penn sulla sabbia (lo stesso attore avrebbe paragonato il tutto ad «Apocalypse N ow»), il bacio del «sì» con la musica di «Momenti di gloria»; il secondo in un castello scozzese con la «Toccata e fuga in re minore» e i telegrammi di Pavarotti e del Dalai Lama. Qui c' è tutta l' America, appunto, di Coppola e di Scorsese: l' Ameri ca italoamericana familista e decadente, quella che Madonna ha ereditato dal padre Tony col suo maschilismo-perbenismo (voleva una moglie che «canticchiasse stirando» e predicava la beneficenza) e ha assecondato fino a diventare comproprietaria di un locale equivoco come il Liquid di Miami. E c' è tutta l' America complice dei dittatori sudamericani e gonfia di quella retorica patriottarda che offre il fianco agli orrori dell' antiamericanismo: l' una e l' altra incarnate da Madonna rispettivame nte nell' identificazione con Evita Peròn e nel video di «American Pie». E' la stessa America che si è accorta solo l' 11 settembre che il proprio sogno si era trasformato in incubo; quell' incubo che aveva voluto fino allora confinare nel proprio in conscio, o meglio «fuori», nel Mondo Terzo e Quarto. Nella convinzione miope, come cantava Dylan nel ' 64, di agire «With God on Our Side»; con Dio dalla propria parte. Sandro Modeo Esce all' inizio di novembre in tutto il mondo la biografia di Madon na «Goddess», di Barbara Victor (Sperling & Kupfer, pp.380, £.33.000). Ne anticipiamo il contenuto che, a causa di alcune indiscrezioni della stampa Usa, ha già provocato dure reazioni della popstar. Il «New York Post» riporta una dichiarazione della sua portavoce, Liz Rosenberg, in cui si smentiscono gli 11 aborti che Madonna avrebbe avuto e il fatto che avrebbe «incastrato» il secondo marito, Guy Ritchie, facendosi mettere incinta. Intanto si annuncia un' altra biografia a firma di Andrew Mort on, già autore di quella su Monica Lewinsky

Corriere della Sera    

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