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LE COPPIE GAY DELLA VALLE D'AOSTA ESCONO DALL´OMBRA

AOSTA :Nel capoluogo regionale vivono 20 coppie gay; altre risiedono in molte delle località turistiche maggiori della Valle; non si conosce questo stato sociale nei piccoli paesi. «In realtà - dice Aurelio Mancuso, ex presidente regionale dell´Arcigay, eletto segretario nazionale della stessa associazione con sede a Bologna - il numero delle coppie gay in città e in Valle è più consistente. E´ difficile, però, sapere con precisione questo dato per una situazione oggettiva. Molte coppie hanno raggiunto un´età matura. La loro convivenza è incominciata in periodi in cui i pregiudizi in questo ambito erano molto forti e bloccavano chiunque avesse il desiderio di dichiarare la propria sessualità». Un fenomeno in netta espansione quello delle coppie di fatto, uno «spaccato» della realtà valdostana integrato, senza traumi, nella popolazione. Lo riconosce Mancuso che, anzi, sottolinea come in Valle non alberghino preclusioni o rifiuto verso chi si innamora di un partner del proprio sesso e poi forma un nucleo familiare. La civilissima «Petite patrie» si dimostra tale anche in presenza di una condizione sociale soltanto tollerata in alcune regioni italiane, contestata senza mezzi termini in altre. «Permane - dice Mancuso - una certa discriminazione relativa ad atti amministrativi che, a mio parere, dovrebbe essere superata con naturalezza». Non è considerato nei modi canonici, per esempio, il desiderio di una coppia di fare una scrittura privata di fronte a un notaio per un lascito in favore del partner in caso di morte. «Questa è una delle tante dimostrazioni - spiega Mancuso - di come, seppure l´ambiente locale sia favorevole, esistano ancora remore in alcun settori molto importanti per la qualità di vita della coppia». In questo contesto sociale emerge la maggiore sicurezza degli uomini a dichiarare la loro sessualità; le donne sono più schive, a detta di Aurelio Mancuso, fanno gruppo fra loro e pochissime frequentano l´associazione locale, presieduta da Riccardo Distort. «Dal 1995, anno di costituzione dell´associazione regionale Arcigay e lesbica - dice - si è avuto un crescendo di adesioni. Oggi i tesserati sono 70, di cui 20 donne, e molti eterosessuali si sono iscritti per esprimere solidarietà alle nostre iniziative».

La Stampa web    

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