BERLINO - Rivoluzione dei costumi all'olandese nella Germania rossoverde: la prostituzione sarà riconosciuta dal 2002 come un lavoro normale e legalmente riconosciuto a tutti gli effetti. Gli articoli dei codici tedeschi che pur non vietandola ne sanzionano l'aspetto "immorale" verranno abrogati. E le prostitute potranno rivendicare regolari contratti di lavoro, rivolgersi alla legge o a loro sindacati per protestare contro irregolarità da parte del loro datore di lavoro, godere delle estese prestazioni del welfare tedesco, della previdenza sanitaria e sociale, e del diritto alla pensione. Ecco i punti salienti del nuovo grande progetto di riforma del governo rossoverde.
Dopo la riforma fiscale, dopo la cittadinanza facile agli stranieri residenti, dopo l'addio al nucleare e l'apertura alle coppie gay, Berlino lancia un'altra rivoluzione del costume e della cultura contemporanea.
Il progetto di legge della Spd (il partito del cancelliere Schroeder) e dei suoi alleati verdi sarà presentato in aprile al Bundestag, il parlamento federale. I punti qualificanti: la prostituzione non sarà più definita immorale; le prostitute potranno avere i pagamenti dello Stato sociale in caso di disoccupazione e malattia e una pensione; l'articolo 180 del condice penale che punisce il favoreggiamento della prostituzione con pene fino a tre anni di carcere verrà cancellato.
"In Germania - dice Irmingard Schewe-Gerigk, responsabile della condizione femminile per i Verdi - ci sono attualmente circa 400 mila prostitute. Di queste, circa la metà desidera avere un impiego regolare con contratto di lavoro da dipendente. Per tutte loro vogliamo realizzare una situazione di normale diritto al lavoro e alle prestazioni del welfare".
L'opposizione cristiano-conservatrice preannuncia un no deciso alla legge ma al Bundestag non potreà bloccarla perché Spd e Verdi vi detengono una confortevole maggioranza. Al Bundesrat, la Camera delle Regioni, non le sarà possibile tentare di bloccarla perché Spd e Verdi hanno rinunciato di iscrivere nella nuova legge l'abolizione della possibilità di vietare esplicitamente e duramente l'esercizio della prostituzione in alcuni quartieri della città. La cancellazione di queste norme avrebbe reso necessario un responso della seconda Camera.
Attualmente in Germania la prostituzione è tollerata, ma appunto considerata immorale e dunque le prostitute non possono godere né di pensione né di assicurazioni sociali e malattia. E' esercitata prevalentemente in case chiuse, che sono tali di nome o di fatto ed esistono, il più delle volte ma non solo, solo in alcuni quartieri delle città tedesche.
Si tratta di quartieri a volte ritenuti malfamati ma in molti casi classificati come normalissime zone residenziali: alcuni celebri bordelli - dall'enorme Pascha di Colonia, il palazzone-lupanare con ogni servizio, alle strade della Reeperbahn di Amburgo con le ragazze alla finestra come ad Amsterdam, dal "Club 59" che a Bonn era il preferito dall'establishment quando la piccola città era sede del governo, al bar-albergo a ore "Pssst!" di Berlino nella zona borghese di Wilmersdorf - le maisons de joie sono tollerate dalla morale dominante che finge di chiudere un occhio. Il governo Schroeder vuole ora riconoscere appieno la realtà.
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