Dall'Authority per le Comunicazioni e dal Consiglio nazionale utenti, suo organismo consultivo, arriva la richiesta di riformare le regole che governano Internet a protezione dei minori. Al convegno su "Minori in Internet doni e danni della rete", organizzato dal Cnu, i toni sono più netti o più sfumati, ma il "rischio Internet" è percepito da tutti. Sui 25 milioni di bambini europei che navigano nella rete - avverte il commissario dell' Autorità per le comunicazioni, Alessandro Luciano - almeno uno su quattro ha visto materiale porno, ed uno su cinque è stato oggetto di avances sessuali tramite le "chat rooms". Due le proposte di Luciano: responsabilizzare gli Internet provider che allestiscono i siti pedo-pornografici, e costituire un soggetto giuridico che svolga il ruolo di "clearing house" e di collaborazione con la magistratura. Per Luciano occorre far valere anche su Internet quel principio della responsabilità "spesso vanificato da pretestuose interpretazioni della privacy".
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