PERUGIA - Nessuno resta a guardare, ma tutti ascoltano nell’inchiesta più rumorosa mai approdata in Regione, l’indagine sulle telefonate a pagamento. In linea ci sarebbe lo spreco, quello dedicato a conversazioni a luci rosse oppure riservato alle previsioni astrali, il famoso Oroscopo. E se è la polizia postale a scoprire 34mila minuti "illeciti", pari a circa 600 ore che vanno a comporre oltre 80 giorni lavorativi, è la Regione, primo ente danneggiato dal vizietto one-line, a chiedere risultati. «Ben vengano le inchieste che servono a fare piena luce su eventuali comportamenti scorretti di singoli dipendenti, che danneggiano sia l'amministrazione regionale, sia gli altri colleghi che operano e lavorano quotidianamente con impegno ed onestà», ha detto Aldo Bruni, responsabile del personale, ossia dei 1500 dipendenti regionali. E proprio dalla Regione arrivano nuove piste e un invito alla collaborazione. Piovono anche le battute. La migliore (per ora) è di un avvocato perugino: «Certo, una maggioranza di centrosinistra vittima delle luci rosse è il massimo dell’ironia».
In realtà, il problema è serissimo e costoso. Da quando, circa un anno fa, sono state scoperte al Broletto (dagli stessi tecnici regionali) centinaia di navigazioni nei siti erotici e decine di violazioni dei programmi, la Regione aveva creato una serie di sbarramenti elettronici. Frontiere che però sono servite solo per una parte dei computer e una parte dei telefoni delle sedi regionali. Dai tabulati, infatti, emergono chiamate a pagamento per tutto il 2001 e una parte del 2002. La ricerca comunque si restringe: la maggiorparte dei telefoni infatti non è abilitata per chiamate in uscita. E così molti computer nei quali è complicatissimo navagare a sbafo. Ma qualcuno ha aperto dei varchi elettronici.
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