LONDRA – L'attività sessuale tra gli anziani non è un optional: la gran parte di coloro che sono in buona salute ci tiene e ci si applica; il 65% degli uomini e il 30% delle donne al di sopra dei 70 anni dichiara infatti di avere una vita sessuale attiva. Questo è uno dei dati, riferiti all'Italia, più sorprendenti che emerge dalla prima indagine mondiale sulla salute sessuale dopo i 40 anni, presentata oggi a Londra al Royal College of Physicians. «Il sesso non è più un tabù per gli anziani – spiega Alfredo Nicolosi, epidemiologo del Cnr di Milano e membro del comitato scientifico che ha coordinato la ricerca – ma è considerata un'attività necessaria e importante per l'equilibrio psicofisico della persona». Tra le domande (circa 70) poste a 26.000 persone tra uomini e donne di 29 paesi di età compresa tra i 40 e gli 80 anni (1.500 in Italia) ce n'era più d'una relativa al rapporto tra sessualità e età. Più del 64% degli uomini e del 56% delle donne considera del tutto sbagliato dire che gli anziani non hanno più desideri sessuali. E ancora per il 50% degli uomini e il 60% delle donne il desiderio sessuale non diminuisce con l'età; così anche il 40% degli uomini e delle donne afferma che il desiderio sessuale della donna non diminuisce con il passare degli anni. In effetti, i dati preliminari dell'indagine tendono a confermarlo: se tra i 40 e 49 anni il 98% degli uomini e il 90% delle donne ha una vita sessualmente attiva (almeno un rapporto nel corso di 12 mesi) al di sopra dei 70 anni dichiara di essere sessualmente attivo il 65% degli uomini e il 30% delle donne. E per quanto riguarda la frequenza dei rapporti lo studio evidenzia che nella fascia di età 40-49 anni il 35% degli uomini ha dai 3 ai 5 rapporti al mese mentre tra le donne la percentuale scende al 32%; e al di sopra dei 70 anni ben il 32% degli uomini dichiara di avere 3-4 rapporti al mese, mentre il 35% delle donne meno di 1 al mese.
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