MILANO - Finalmente risolto il problema dei problemi: è stato scoperto l'animale sessualmente più dotato. Quello che ha il pene più lungo insomma. E le dimensioni sono tali che sarà difficile superarlo: lo ha lungo quanto il proprio corpo. Si dirà che 42 centimetri e mezzo non costituiscono un record insuperabile in assoluto ma il fatto è che l'animale in questione di centimetri ne misura in totale 45, il che è come dire che è in grado di sfoderare uno strumento assolutamente sprorzionato rispetto al proprio corpo.
Nessun animale può vantarsi di fare altrettanto. Ma di che animale si tratta e come mai il suo primato viene rivendicato solo ora? Il fatto è che il "fenomeno" è esibito da una specie insospettabile che anzi è universalmente nota proprio per l'assenza totale del pene. Si tratta di un uccello, per la precisione un'anatra del sud America dotata di un caratteristico becco blu e registrata all'anagrafe della zoologia scientifica come Oxyura vittata . Nessuno avrebbe mai pensato che il superdotato ideale potesse nascondersi tra gli uccelli dal momento che gli zoologi hanno accertato da tempo che delle oltre 8mila specie di uccelli note solo 246 sono dotate di pene. Gli altri, vale a dire il 97 per cento, non lo hanno e per fecondare le femmine si arrangiano con una pratica vergognosa, nota agli scienziati come "copula cloacale", che dura 2 o 3 secondi e consiste nel far combaciare la cloaca del maschio con quella della femmina in modo da consentire l'immissione di una goccai di sperma. Il tutto in un equilibrio precario. Nulla di meno erotico.
Solo la pazienza e la costanza di Kevin McCracken dell'Università dell'Alasca a Fairbanks hanno consentito di rilevare e rendere noto l'invidiabile primato poi riconosciuto e sancito non solo dalle riviste di settore come Auk o il Journal of avian Biology ma anche da Nature, la rivista in assoluto più prestigiosa. Ma non è stato facile: le prime misure rilevate da McCracken due anni fa davano il risultato ragguardevole (ma non da record) di 20 centimetri, il che poneva il fortunato anatroccolo alla pari con lo struzzo. Misure compiute successivamente su altri individui della stessa specie hanno poi fatto registrare il record di 42,5 centimetri e il fortunato uccello è stato definitivamente incoronato come superdotato ideale dalla rivista francese La Recherche che una settimana fa lo ha ribattezzato "anatroccolo fallico dell'Argentina".
Ma non è solo la lunghezza che sorpende nel pene di quest'anatra: esso è anche curiosamente guarnito con una specie di piccola corona di spine alla base e da un'appendice piumosa alla sommità. A che cosa servano McCracken ancora non sa dirlo dato che i suoi studi sono ora concentrati sul funzionamento dell'affare. Si suppone che le piume finali possano essere usate per eliminare dal condotto riproduttivo della femmina lo sperma di fecondatori in competizione; ma l'uso delle appendici spinose resta un mistero, e sarebbe poco scientifico sospettare animali così poco erotici di inclinazioni sadomaso.
Il vero problema sollevato dalla scoperta però non è questo ma piuttosto di spiegare come mai gli uccelli, che in origine dovevano avere tutti il pene, lo hanno poi perso nel corso dell'evoluzione. Finora infatti gli zoologi credevano di dover chiarire perché alcuni uccelli hanno sviluppato un pene, mentre la scoperta dell'anatroccolo fallico ha rovesciato la questione: ora devono spiegarci perché la maggior parte lo ha perso. Due studiosi inglesi, James Briskie e Robert Montgomery, hanno già avanzato l'ipotesi che la colpa sia delle femmine che nel corso dell'evoluzione avrebbero mostrato una preferenza sempre più marcata per una riproduzione senza sesso che ha ridotto l'intervento del maschio al minimo possibile ed eliminato del tutto il pene.
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