BERLINO – La pillola anticoncezionale compie quarant'anni in Europa. E per festeggiarla, a Berlino, dove il primo giugno 1961 venne introdotta nel mercato, la Schering, che da allora ha legato il suo nome alla contraccezione orale, le ha dedicato un convegno internazionale. Il 1961 fu l'anno della enciclica «Mater et Magistra», della costruzione del «muro» di Berlino e perfino dello scatenato twist: ma pochi immaginavano che quel minuscolo confetto verde fosse destinato a cambiare lo stato sociale della donna e desse inizio a una rivoluzione che avrebbe coinvolto in egual misura i due sessi e i loro rapporti. Fu il primo passo di una vera «liberazione della donna», perché la pillola rappresentava, e rappresenta, la possibilità di scegliere il numero delle gravidanze desiderate e il tempo da far intercorrere fra una nascita e l'altra. Oggi è il metodo più utilizzato di contraccezione: in Olanda la usano il 50,9% delle donne, in Belgio il 45,7%, in Francia il 39,5%, in Portogallo il 37,2%, in Germania il 33,5%. L'Italia, pur salita negli ultimi dieci anni dal 10,3% al 19,7%, occupa ancora una posizione di retroguardia. Ma l'antenato della pillola esisteva già dai tempi degli Egizi, quattromila anni fa: usavano come anticoncezionale piccoli coni di semi di melograno triturati e impastati con l'acqua. Il melograno contiene, infatti, un estrogeno naturale che sembra prevenisse l'ovulazione. Da allora, le ricette anti-gravidanza indesiderata diventarono nel 1550 a.C. addirittura uno sterco di coccodrillo da introdurre in vagina prima del coito, come riportato in un antico papiro, fino ai tempi dei greci e dei romani che adoperavano cappucci di lino come profilattici o costruiti con l'intestino di animali o pelle dei pesci, ma non erano così sicuri visto che le gravidanze non volute erano diffusissime. Bisogna arrivare al 1928 per il primo farmaco ormonale, immesso sul mercato dalla Schering che quarant'anni fa, proprio da Berlino, lanciò in Europa e Australia il primo contraccettivo orale. Da allora ad oggi, il farmaco più conosciuto dalle donne soprattutto del mondo occidentale ha subito vari restyling, diventando sempre più leggero, con effetti collaterali quasi nulli. Gli ultimi progressi scientifici prevedono altre forme di contraccezione: dal cerotto testato in Usa e Canada da sostituire una volta alla settimana, ad un sottile filamento che, infilato sottocute nella parte interna del braccio, rilascia per tre anni dosi di progestinico, in azione già 24 ore dall'applicazione e può essere rimosso in qualsiasi momento. L'ultima novità, in sperimentazione in Europa da questa estate, è costituita, invece, da un anello vaginale sottilissimo da inserire intorno al collo dell'utero una volta al mese, che rilascia dosi di progestinico ed etinil-estradiolo con eguale efficacia della pillola tradizionale, ma che evita una dimenticanza che può diventare «fatale». Con le ultime pillole, effetti collaterali riscontrati un tempo, come ad esempio l'aumento del colesterolo, sono scomparsi. Anzi, ci sono donne che oggi l'assumono non per contraccezione, ma per i suoi effetti benefici, contro l'ipertricosi di origine ovarica, contro l'acne persistente. Inoltre, ha un benefico effetto sull'endometriosi, così come sui dolori mestruali.
|