«Un atto così discriminatorio non l'avevo mai subito»: parla chiaro Francesca Nigro, la trentenne transessuale scartata per la nuova edizione del Grande Fratello, che ora accusa di discriminazione la direzione di Canale 5, colpevole di averla esclusa dal cast del reality show proprio a causa del suo cambiamento di sesso. Di non far parte dei 14 nuovi inquilini della casa del grande Fratello, Francesca l'ha scoperto solo lunedì scorso, pochi giorni prima della partenza del programma (poi rinviata al 20 settembre dopo la tragedia avvenuta in Usa). Una scoperta amara, avvenuta attraverso un'intervista a Daria Bignardi, pubblicata su un quotidiano, in cui la conduttrice del talk show legato al «Grande Fratello» affermava che l'esclusione della transessuale era legata a una scelta della direzione di Canale 5, che non se l'era sentita di «proporre trasgressioni in prima serata». «La produzione del programma si era interessata da subito a me – racconta Francesca, che vive a Milano, ha 30 anni e ha cambiato sesso da 2 – ho passato tutte le selezioni e mi avevano fatto capire che ormai ero dentro, poi lunedì ho visto il giornale e sono stata davvero molto male, proprio non me l' aspettavo una discriminazione del genere». «Ma io non sono un mostro – continua affranta Francesca – e sarei entrata nella casa del Grande Fratello come donna a tutti gli effetti, non potevo davvero turbare le famiglie di cui si preoccupa tanto la direzione di Canale 5». «Ci è dispiaciuto molto per l'uscita pubblica di Francesca Nigro» spiega Raffaella Sallustio, produttore esecutivo della Aran Endemol, che produce il Grande Fratello per Canale 5. Mentre, per quel che riguarda le accuse arrivate dalla «Quarta Group», precisa: «non abbiamo ricevuto sinora alcun esposto» (la società monegasca «Quarta group» che sostiene di aver avuto in esclusiva l'incarico di effettuare le selezioni dei partecipanti alla seconda edizione del Grande Fratello, ha accusato l'Aran Endemol di non aver rispettato gli accordi). «Alla Nigro avevamo spiegato che restava in prima fila ed era una riserva. A riprova posso dire che c'erano anche altre transessuali che erano andate avanti nelle selezioni», aggiunge sempre la Sallustio, dicendosi davvero rammaricata.
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