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GIAPPONE, FANNO FURORE I "RAGAZZI IN AFFITTO".

TOKYO - Certe cose pensavamo potessero resistere all'urto dei cambiamenti. La Barbie per esempio. O Yves Saint Laurent. Ma la prima sembra sopraffatta dal fenomeno Harry Potter, il secondo dall'eccesso di finanza nel mondo della moda. Le geishe giapponesi, almeno loro, un punto fermo? Sbagliato, o quasi. La risposta nell'ultimo numero di Time: dopo decenni di indiscusso monopolio delle serate nei club e nei cafè, le intrattenitrici giapponesi devono cedere il passo a "lui". Al maschio insomma, novello interprete dell'arte dell'ospitalità secondo il Sol Levante.

Le ragioni di questo sorpasso di genere? La recessione economica, innanzitutto. E dunque la fame di lavoro. Proprio ieri la notizia che in Giappone è nuovo record per la disoccupazione: il tasso, salito al 5,6 per cento, è il più alto mai raggiunto dal dopoguerra a oggi e le prospettive per i prossimi mesi restano ancora preoccupanti. Altro aspetto: negli ultimi mesi la tendenza è quella verso "il declino dell'occupazione maschile a tempo pieno", come ha spiegato un esperto del ministero dell'Economia giapponese.

Aggiungi allo scenario economico le trasformazioni sociali che stanno cambiando i connotati di una cultura fortemente tradizionale come quella giapponese (vedi la nascita di nuovi mestieri come quello del "rovinafamiglie" di cui ci siamo occupati) e avrai il nuovo crescente fenomeno dei "ragazzi in affitto", giovani e giovanissimi, dai 23 ai 30 anni. E così le loro clienti, coetanee. Un fenomeno che è anche industriale visto che il giro d'affari può essere molto persuasivo per un ragazzo in cerca di lavoro (anche più di 80 mila dollari l'anno) e praticamente incalcolabile per i club notturni specializzati in questo genere di ospitalità (una cliente può pagare a notte, tra biglietto di ingresso, bevande, intrattenitore e omaggi a "lui", fino a 10 mila dollari).

In Giappone ce ne sono centinaia di club e locali così. E il loro re è Reiji, intrettenitore di carriera nonché proprietario di un paio di locali tra cui il Player's Club Dios, uno dei più cool di Tokyo. Lui veste Gianfranco Ferrè, scrive libri di preziosi consigli per uomini d'affari, tiene lezioni nelle università e nelle aziende. I suoi locali riescono a racimolare 8 milioni di dollari l'anno e presto aprirà altri club e ristoranti. Il re degli accompagnatori perché, come lui stesso ha chiarito, "conosco il segreto del successo negli affari". "L'industria dei club dei ragazzi in affitto sta esplodendo - ha spiegato Reiji - perché si concentra sul segmento più potente di un mercato del consumo vacillante come quello ora in Giappone". Il segreto sono le donne, sì, le donne, perché "ogni business che oggi le ignori e non sappia cosa loro vogliono è un business destinato a non sopravvivere".

Cosa vogliono dunque le donne e cosa cercano nei "ragazzi in affitto"? Attenzione e attenzioni. Per questo dal momento in cui entrano in un club di attenzioni sono coperte e per una donna giapponese, destinata nella vita a ricoprire ruoli di supporto, il trattamento da star che riceve in un club è letteralmente irresistibile. Il sesso un trattamento possibile, ma non scontato. "Quello che vendiamo loro non è un oggetto o un servizio", ha spiegato un ragazzo in affitto, Takuya Sawamura, "provvediamo piuttosto a soddisfare un bisogno: di cura e gentilezza, l'idea che qualcuno si occupi di loro". Dimenticate Rolex, Dom Perignon e vile sesso, questa è, secondo Sawamura, una questione di "ricerca, testa e duro lavoro".

Fatiche che non scoraggiano evidentemente la trentina di ragazzi che ogni settimana vanno a bussare alla porta di Reiji. Né li trattiene la percezione che, anche in un Giappone in forte trasformazione, la maggior parte della gente ha del loro mestiere. Katsumasa Tanaka, 26 anni, ex lavoratore salariato, oggi è felice di guadagnare 3 mila dollari al mese tranne che per il fatto "che ai miei non posso dire quello che faccio".

Repubblica    

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