Dire che il leggendario Garrincha fosse sessualmente superdotato non può essere considerata un'offesa, ma anzi un motivo d'orgoglio sia per le sue figlie sia per tutto il Brasile: con questa sentenza, pubblicata oggi in prima pagina dai giornali brasiliani, un tribunale di Rio de Janeiro ha assolto un biografo del grande giocatore dalla richiesta di danni morali rivoltagli dai familiari di «Manè». Nel libro «La stella solitaria - Un brasiliano chiamato Garrincha», uscito sei anni fa, il giornalista carioca Ruy Castro sostiene che con il suo pene «attorno ai 25 centimetri» Garrincha era un'autentica «macchina per fare sesso». Un'affermazione che ha scatenato una lunga causa giudiziaria da parte delle 11 figlie del fuoriclasse scomparso nel 1983. Ora la seconda sezione civile del tribunale di giustizia di Rio ha emesso una sentenza che dà torto marcio alle figlie. «Le affermazioni di possedere un organo genitale lungo 25 centimetri - si legge testualmente nella sentenza del giudice Joao Wehbi Dib - e di essere una macchina per fare sesso, invece di essere offensive sono di elogio, nonostante sia difficile credere che un alcolizzato avesse tanta potenza sessuale. Bisogna segnalare che avere un membro grande, perlomeno in questo paese, è motivo di orgoglio, dal momento che indica mascolinità». «Come biografo non sono mai stato interessato alla misura del pene di Garrincha - ha spiegato l'autore del best seller - Ma innumerevoli persone, durante le mie interviste, me ne hanno. Gli uomini mostrando spavento e le donne ammirazione». Nella polemica nazionale che sta coinvolgendo i mass media brasiliani è intervenuta a buon diritto anche la cantante di colore Elza Soares, compagna di Garrincha per ben 15 anni. «Ormai è morto da 18 anni ed è stata una persona che ho amato molto - ha affermato - Mi sembra una bestialità che tutti si mettano all'improvviso a parlare delle dimensioni della sua cosa. Lui è stato un grande uomo ma non per la misura del suo pene».
|