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FELICI E BUGIARDI

Parlando di bugie, la storia di Andrea Rendi, imprenditore romano, è emblematica. Andrea è un bel ragazzo sui trent'anni. Un giorno incontra Giulia e tra i due è il classico colpo di fulmine. Passano pochi giorni ed escono a cena. «Dopo esserci scolati una bottiglia di vino, Giulia mi fece una strana proposta: mi chiese di andare in un locale per lo scambio di coppie», ricorda oggi Andrea. «Non sono mai stato un moralista, però la richiesta mi lasciò interdetto. Non l'avevo mai fatto e non me la sentivo. Lei mi spiegò che ci andava solo per curiosità e mi raccontò per filo e per segno quello che succedeva». Andrea riuscì a sviare il suggerimento e così l'idea di Giulia rimase una fantasia. Passarono i mesi e nel frattempo la storia tra i due ragazzi diventò un rapporto consolidato. «Una sera a cena le ricordai il suo vecchio piano: lei sgranò gli occhi e mi disse che ero un pazzo, che mi stavo confondendo con qualcun'altra, che lei una cosa del genere non si era mai neanche sognata di farla». Per quieto vivere Andrea finse di credere a Giulia, ma in realtà continuava a pensare a quella bugia. Scoprire come erano andate effettivamente le cose si dimostrò impossibile . Dopo due anni, però, i due si lasciarono. E la verità venne a galla. «Un'amica comune mi racconto che Giulia aveva frequentato abitualmente un locale di scambisti», racconta Andrea».

Quello dell'imprenditore romano è un caso tutt'altro che isolato: la bugia di Giulia fa parte di una delle miriadi di frottole che, da che mondo è mondo, scandiscono giorno dopo giorno i rapporti di coppia. La conferma arriva dall'immancabile sondaggio. Secondo una ricerca condotta dalla Ipsos-npd, su un campione di mille coppie sposate, il 36 per cento delle donne e il 42 per cento degli uomini dichiarano di tenere qualcosa nascosto al partner. E chi pensa che le bugie tra marito e moglie riguardino sempre e solo il solito argomento, ovvero le corna, si sbaglia di grosso. Le frottole matrimoniali hanno mille sfaccettature diverse: vanno dal segreto che riguarda un disturbo alimentare al non racconto di qualche episodio legato magari al comportamento dei figli. Una cosa comunque appare certa. A sentire gli esperti, la chiave per una felice vita di coppia passa inevitabilmente attraverso la bugia, di qualunque tipo essa sia. «Le bugie sono la cosmetica di una relazione, sono l'ingrediente che dà smalto alla vita a due», conferma Matteo Basilè, giovane scultore romano. «La mia fidanzata è gelosissima e io preferisco non raccontarle molte cose per quieto vivere». Stesso parere per la produttrice televisiva Flavia Villevieille. «Alcune verità vanno dette, altre è meglio nasconderle. La verità è sopravvalutata».



Essere bugiardi, dunque, può in alcuni casi essere utile. Facendo però attenzione al tipo di menzogna che si propina al proprio partner. «Bisogna distinguere tra due tipi di bugie», avverte Giovanna Montinari, psicologa romana che gestisce un centro per la psicoterapia di coppia. «C'è la bugia utile, quella che ci consente di non caricare sul partner responsabilità o pesi che non gli competono. E poi c'è la mistificazione vera e propria, quella che tende a preservare un rapporto ideale, che ideale non è più». Secondo Montinari nella prima categoria rientrano diversi tipi di frottole: «C'è l'omissione, a volte di una semplice fantasia sentimentale o sessuale, o il non racconto di un problema che esula dalla vita familiare, e che magari riguarda il lavoro: piccoli sotterfugi mirate a non sovraccaricare di angosce la vita di coppia». Aggiunge Montinari: «Queste sono le cosiddette bugie mature che possono aiutare un rapporto». L'inganno finalizzato a uno scopo, il tradimento vero e proprio, invece sono inevitabilmente dannosi. Ne sa qualcosa Nicole Kidman, che dopo aver pianto lamentandosi sui giornali per l'abbandono del marito Tom Cruise, si sentì rispondere, sempre a mezzo stampa: «Lei lo sa perché ci siamo lasciati».



Utile o inutile, buona o cattiva, matura o infantile, la menzogna è rimasta comunque uno dei pochi tabù del nuovo millennio. Ammettere di mentire, o di averlo fatto nel passato, sembra rappresentare per l'uomo e la donna del Duemila un'onta senza pari. I casi celebri si sprecano. Un esempio su tutti quello di Carlo d'Inghilterra che, quando finalmente decise di ammettere la sua relazione con Camilla, dichiarò in un'intervista tv di non aver mai mentito a Diana, visto che il suo rapporto con Camilla era iniziato solo dopo il matrimonio con Lady D. Vergogna o meno, però, le bugie le dicono tutti. Senza eccezioni. Interessante a questo proposito è una ricerca condotta qualche anno fa dal "Kansas Journal of Speech", si legge che in un normale dialogo tra due persone solo il 32 per cento delle dichiarazioni sono completamente oneste. Certo, non tutte le altre affermazioni si possono classificare nella categoria delle menzogne pure. Ci sono le esagerazioni (5 per cento), le cosiddette mezze verità (29 per cento), le omissioni (3 per cento ). E, infine, le bugie vere e proprie (30 per cento). Un ancora più esplicito studio, realizzato ai tempi dello scandalo Clinton-Lewinsky, rincara la dose: l'americano medio racconta 13 bugie alla settimana, cioè due al giorno più una la domenica. Se tanto si mente nei puritani States, figurarsi cosa succede in Italia, dove la sindrome di Pinocchio sembra essere all'ordine del giorno tanto nella vita politica che in quella privata.



Comunque è pur sempre vero che c'è bugia e bugia. Classificarle ci aiuta a renderci conto che, anche chi dichiara in buona fede di essere sincero, racconta invece frottole ogni giorno. C'è la bugia cortese (che ci fa dire al partner: «Come stai bene con quel vestito», anche se in realtà ci fa orrore), quella compiacente (che ci fa sussurrare: «Amore sei stato meraviglioso», al termine di una prestazione mediocre), quella di convenzione sociale (che ci fa trovare squisito un pranzo disgustoso). E ancora la bugia ipocrita, quella di discolpa, di timidezza, di insicurezza. Su tutte troneggia, infine, la bugia delle bugie, quella degli amanti, l'unica che secondo gli esperti provoca danni irreparabili al rapporto. Ma che, comunque, presuppone un certo grado di complicità tra chi mente e chi viene ingannato. Come a dire che, in fondo in fondo, chi si fa mentire ad oltranza la verità non la vuole vedere.

A sentire gli psicologi, quando si è veramente pronti ad accettare la verità, anche se scomoda, non c'è bugia che tenga. Ne sa qualcosa la showgirl Samantha De Grenet, che qualche anno fa si trovò alla prese con un fidanzato fedifrago e bugiardo. «Un'estate in Sardegna scoprii che il mio ragazzo era stato a letto con la mia migliore amica. Me lo raccontò lei, disperata, dicendomi che lui gli aveva detto che c'eravamo lasciati», ricorda Samantha. «Lui con me negava tutto, piangeva, si disperava e cercava in tutti i modi di dimostrarmi la sua innocenza. Così decisi di vendicarmi». La rivincita del partner tradito e ingannato, a volte può essere molto sottile. «Non lo lasciai subito, ma gli feci passare una vacanza d'inferno, niente sesso, battute a tutto spiano di fronte ai suoi amici e cosi via. Appena tornati a Roma lo lasciai». L'episodio svela una differenza fondamentale tra la bugia femminile e quella maschile. L'uomo, infatti, nega sempre anche davanti all'evidenza più schiacciante. Un esempio tipico è quello del critico d'arte Achille Bonito Oliva, autore tra l'altro del saggio "Ideologia del traditore" (ristampato in questi giorni da Electa): «Se vengo beccato a mentire perfeziono la mia menzogna fino a farla diventare un vero capolavoro: non ritratto mai», spiega con fierezza. «La mia compagna magari non mi crede, ma sono sicuro che ammira la mia inventiva».

L'atteggiamento della donna bugiarda è invece molto differente. Anche perché a essere diversa è la natura stessa della bugia femminile. Gli uomini, infatti, mentono quasi sempre all'inizio e alla fine di un rapporto. Prima per farsi belli agli occhi della lei di turno, e dopo per cercare una via di fuga dignitosa, ma non troppo difficoltosa, da una storia nella quale si sentono stretti (è il fatidico momento del «Cara non ti merito», quando in realtà c'è già pronta una nuova fidanzata). Le ultime ricerche rivelano che durante un rapporto l'uomo tende a mentire meno, anche perché spesso, soffocato com'è dallo stress della vita quotidiana, non si sente in grado di gestire la menzogna «Sto con mia moglie da quando eravamo ragazzi e in questi anni ho capito che non ho né il tempo, né la concentrazione per creare un castello di bugie», racconta l'imprenditore Alessandro Riello, ex vicepresidente della Confindustria: «finirei per cadere in contraddizione ogni minuto».



Le donne vedono invece la bugia in maniera diametralmente opposta. Per loro la menzogna rappresenta una maschera di bellezza del rapporto di coppia. «Credo che le grosse bugie creino dei solchi profondi, invece le piccole menzogne sono come una spennellata di cipria: danno un velo di perfezione alla vita a due», dice la giornalista tv Paola Ferrari De Benedetti. Della stessa opinione è l'attrice Lella Costa: «Credo fortemente nelle piccole omissioni: in una storia è necessario mantenere un proprio spazio di privacy», spiega. E aggiunge: «Non amo neppure dilungarmi troppo sulle mie relazioni precedenti, dirsi tutto a volte è controproducente. Insomma, la ricetta giusta credo stia nel compromesso: né bugie troppo gravi, né eccessive confidenze». Come a dire che, in fondo, la felicità di coppia sta nel trovare il giusto equilibrio tra verità e menzogne.

L'Espresso    

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