SANTA BARBARA - La riproduzione sessuale, forse, è il miglior modo di riprodursi. Se ce n'era bisogno, la conferma arriva dai ricercatori della Università di California, Santa Barbara, che hanno voluto approfondire una questione solo apparentemente non fondamentale: perché la maggior parte degli organismi si riproduce sessualmente, e sono invece pochi quelli che lo fanno in maniera asessuata?
Lo studio è stato pubblicato su Science Magazine del 19 ottobre.
Gli scienziati hanno analizzato soprattutto il comportamento e le caratteristiche del moscerino della frutta, cioè la Drosophila melanogaster, portando a termine ben 34 tipi di esperimento. Il risultato dei test, da un punto di vista generale, ha provato che il "tasso di evoluzione progressiva" (cioè il cumularsi di mutazioni positive) è molto più elevato nelle popolazioni che si riproducono sessualmente. Gli adulti che invece si riproducono in maniera asessuata generano una discendenza più numerosa, ma più "omogenea".
L'intero Dna è ereditato dalla madre, mentre nella riproduzione sessuata ogni genitore passa al figlio solo metà delle proprie informazioni genetiche. "Un assunto generale è che il processo di selezione naturale è più potente quando in ogni generazione avviene un "rimescolamento' dei geni. E ciò non avviene nella riproduzione asessuata", conferma Adam Chippindale, ricercatore presso la Queen's university, in Canada, che ha partecipato allo studio.
Intervenendo sul moscerino della frutta i ricercatori sono riusciti a modificare geneticamente gli esemplari, in modo da avere sia animali sessualmente diversificati, sia animali che non lo erano, e che dunque si riproducevano asessuatamente. "In natura questo non è raro, per esempio fra le lucertole o gli insetti. Così sono state create 17 "popolazioni" di esemplari che mischiavano i propri geni, e altrettante "popolazioni" che non lo facevano, visto che non ricorrevano al sesso", spiega Chippindale. È stata quindi avviata in tutti una mutazione in un gene che codificava il colore degli occhi, passando in particolare dal bianco al rosso.
Quello che è emerso è che la mutazione si consolidava in entrambe le popolazioni, ma in quella sessuata il processo avveniva a un ritmo del tutto superiore. E a lungo termine tutti avevano gli "occhi rossi", risultato mai ottenuto nell'altro campione di soggetti. L'esperimento è durato in tutto circa un anno e mezzo. "È la prima volta che si dimostra in laboratorio come, in termini di evoluzione, la riproduzione sessuale sia vincente, proprio perché fissa le mutazioni in maniera più veloce".
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