New York, 13 mag. - Gli psicologi si affannano a dare un nome e una spiegazione all'evento, ma il fatto e' che nelle prossime settimane le ostetriche di New York dovranno fare lo straordinario. La Grande Mela, colpita al cuore l'11 settembre, rinasce e lo fa letteralmente, mettendo al mondo centinaia di bambini concepiti dopo gli attentati alle Torri Gemelle.
Il quotidiano "Daily News" dedica un ampio servizio alle gravidanze ormai in dirittura d'arrivo, collegandole al profondo cambiamento di abitudini dei newyorkesi. "E' come se volessimo riempire i vuoti lasciati da quelli che sono morti" dice ad esempio Mary Dawson, 36 anni, che con il marito ha deciso di avere un figlio dopo aver perso molti amici pompieri nel crollo del World Trade Center.
"La gente vuole dimostare la propria capacita' di recupero - sottolinea Fayez Guirgis, un'ostetrica che prevede di assistere a 30 parti in agosto e 27 in settembre, circa il doppio del consueto - come dopo una guerra".
Gli esperti indicano diversi scenari che possono aver portato all'aumento delle gravidanze. "La versione meno romantica - dice Robert Rosenheck, docente di psichiatria e salute pubblica a Yale - e' che la rottura della routine quotidiana costringe a passare piu' tempo in casa e che fare l'amore allenta la tensione. Le coppie possono aver cercato di star meglio attraverso l'intimita' fisica".
Ma c'e' un'altra visione, meno materialistica, come quella prospettata da Alan Hilfner, del centro medico "Maimonides", secondo cui "la gente ha sentito piu' forte l'impegno verso la famiglia e ha rivalutato gli obiettivi e le aspettative della vita". "Alcuni - aggiunge Hilfner - si sono trovati a riflettere sulla brevita' dell'esistenza e sulla mortalita' e hanno preso la loro decisione".
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