Cos'è una ninfomane? Una donna che vuole fare sesso più di voi» taglia corto il sessuologo americano Alfred Kinsey. Oggi un saggio di Carol Broneman, La petite histoire de la nymphomanie (Stock), ricostruisce l'evoluzione della ninfomania negli ultimi tre secoli.
Nel 1775 il dottor Bienville proibiva alle donne affette da ninfomania i cibi sostanziosi, la cioccolata, la lettura dei romanzi e l'onanismo. Nel passato gli eccessi sessuali femminili venivano sempre ridotti a disfunzioni fisiche, da curare in modo radicale. Il rimedio più usato erano gli impacchi di acqua gelida sulla colpevole vagina. Secondo Kraft Ebing, la ninfomania si abbinava spesso alla frigidità: le malate erano capaci di qualsiasi bassezza, persino la prostituzione, pur di avere numerosi rapporti sessuali. Per la psicoanalisi le cause della ninfomania erano radicate nell'inconscio. Tutti però concordavano nel designare come «malattia» un sintomo, la promiscuità sessuale, giudicato con molta indulgenza nel sesso forte.
Per scrivere Madame Bovary, Gustave Flaubert si era ispirato alle Memoriedi Madame Ludovica (Il Saggiatore), scritte da una ninfomane con cui aveva avuto rapporti intimi. Louise Pradier, moglie di un famoso scultore, «non si perdeva un'occasione» e, come Bovary, chiedeva prestiti agli amanti «che avevano soddisfatto con lei una voglia passeggera».
Il giovane Arthur de Gobineau aveva sofferto della ninfomania della madre, come, molti anni dopo, Albert Camus di quella della moglie cocainomane. Una sera Simone Camus si era persino presentata a cena completamente nuda sotto un velo trasparente. La grande danzatrice Isadora Duncan sceglieva ogni sera tra i suoi allievi con chi passare la notte. Nel romanzo Belle de jour di Joseph Kessel, la protagonista, una smagliante signora della buona società, cede al piacere di farsi possedere dagli sconosciuti clienti di una casa d'appuntamento. Marlene Dietrich era rimasta perplessa vedendo la sua amica, la fragile cantante Edith Piaf, prendersi anche tre amanti per volta. «Mi faceva venire le vertigini con tutti i suoi amanti che dovevo accompagnare, a casa sua, da un nascondiglio all'altro». La poetessa suicida Anne Sexton, madre e moglie, aveva dichiarato a uno psicoanalista di sentirsi soltanto una prostituta. L'unica cosa che le piaceva era fare sentire gli uomini potenti sessualmente.
Per la scrittrice francese Louise de Vilmorin era naturale ricevere i visitatori nuda nella vasca e, quando comprava un quadro, andare a letto con il pittore. La mondanissima Marie-Laure de Noailles, mecenate di Luis Buñuel e di Jean Cocteau, durante l'occupazione nazista aveva abbinato a un compagno francese un ufficiale tedesco. Negli anni Sessanta l'Inghilterra era stata scossa da uno scandalo: il duca di Argyll aveva accusato la moglie di avere avuto 88 amanti e aveva dato ai giornali le polaroid in cui la bella duchessa appariva nuda in compagnia di più uomini. Clara, la prima moglie di Barney (Mordecai Richler, La versione di Barney, Adelphi), è un'inquieta ninfomane. «A volte scoppiava improvvisamente a ridere, si avvinghiava al vicino di tavolo e gli carezzava un ginocchio. "Sarebbe bellissimo andarcene da qualche parte a scopare solo che qui c'è Rompolo" diceva indicando il marito».
Una delle compagne di Charles Bukowski, Jane, era pronta a infilarsi nel letto di chiunque, ma preferiva marinai e commessi viaggiatori, che chiamava indifferentemente «papi». Nel XIX secolo Catherine Millet, autrice del best-seller La vita sessuale di Catherine M. (Mondadori), sarebbe stata sicuramente accusata di ninfomania se si pensa che, dopo avere elencato 49 amanti, ammette di non potere calcolare il numero di quanti l'hanno posseduta nelle varie orge. In Putain (Seuil) l'avvenente autrice, Nelly Arcan, lascia capire quanta parte di sé abbia messo nell'eroina. Nelly sente un'incontrollabile esigenza di sedurre che la spinge a prostituirsi a una serie infinita di maschi. Ma promette: «Non preoccupatevi per me, scriverò fino a crescere...».
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