LOS ANGELES - Il cybersesso continua a essere una delle attività più diffuse e più amate dagli internauti, tanto che un navigatore su cinque è costantemente attratto dal sesso online. Ma si riduce il tempo dedicato alle escursioni virtuali nel mondo del porno virtuale.
Soltanto tre ore a settimana: va
bene essere "malati di sesso", dunque, ma senza eccessi.
La ricerca di pornografia nell'immenso universo della Rete sembra così essere contenuta in dimensioni accettabili. È la conclusione a cui è giunta un’inchiesta condotta nell’ultimo mese dal Marital and Sexuality Center di San José, in California, attraverso la rete televisiva “all news” MSNBC (la joint-venture tra il network NBC e la Microsoft, seconda solo alla CNN come indici di ascolto).
Lo studio ha interessato 40mila utenti, che hanno risposto a un particolareggiato formulario: secondo le risposte del campione intervistato una rilevante frazione dei frequentatori di Internet, come detto, il 20 per cento, è in effetti attratta dai siti pornografici (il che spiega la redditività a prova di crisi del porno-business in rete). Ma ha anche ampiamente ridimensionato la natura morbosa ed ossessiva della ricerca di sesso, calcolando in 3,2 ore settimanali per gli uomini ed in appena 1,8 ore per le donne, il tempo riservato a tale attività.
Secondo la ricerca, inoltre, diverse sono le motivazioni le che sospingono i due sessi in queste scorrerie erotiche in rete. Mentre gli uomini non cercano, infatti, che piacere, le donne sembrano prediligere le “informazioni sessuali”.
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