MILANO - Adesso nei sexy shop è lei a entrare con disinvoltura, come anche nei siti che vendono emozioni virtuali. A sorpresa è donna, sui quarant'anni, residente al centronord, dirigente d'azienda in carriera, la consumatrice per eccellenza di film hard e di sesso in generale. Lo dicono i sessuologi: l'associazione Donne e qualità della vita, diretta da Serenella Salomoni, ha tracciato il ritratto del consumatore tipo di hard in pay tv, su un campione di 1.700 fruitori di televisione a pagamento. I dati: la categoria leader fra le donne è quella della manager d'azienda, con un consumo record del 23% per lo più in solitudine. Altre categorie di professioniste consumatrici di sesso sono le impiegate (18%), le bancarie (16%), le insegnanti (12%), gli avvocati (12%) i medici (14%).
Nelle classi sociali più elevate le donne sorpassano gli uomini, soprattutto le manager e i quadri aziendali che, rispetto ai loro pari grado consumano mediamente un 18% di titoli osé in più. E la conferma la diffusione della pay tv coinvolge oltre 4 milioni di italiani ed è ormai la prima responsabile della crisi d'ascolti della Tv generalista. Ma dove vivono le amanti del video hard? Secondo lo studio le consumatrici abituali sono al nord (40%), mentre il 35% è al centro fino a scendere ad un 25% al sud. Sono le grandi città -Torino, Roma e Milano - più che le province, in testa ai dati. Fra le provinciali spiccano le perugine, le bolognesi e a sorpresa la provincia di Latina.
Il sessuologo Willy Pasini commenta: ''Carriera non coincide con soddisfazione sessuale. Il boom delle separazioni, ma anche l'orientamento della libido femminile su obiettivi professionali determina questo genere di ripiego. In più -prosegue Pasini - la donna manager ha poco tempo ormai da dedicare alla propria vita emotiva. Investe due volte sulla carriera: una sul piano intellettuale, l'altro su quello emozionale per dimostrare di essere pari all'uomo''.
Commenta Tullio Camiglieri, direttore comunicazione Stream: ''il boom di consumo femminile delle pay tv è un dato di fatto e raggiunge vette del 30% in un anno. Grazie soprattutto al consumo femminile e urbano, ma non solo, contiamo di aumentare gli abbonamenti nel 2002 di oltre il 10%''. Ma la donna che consuma sesso in solitudine è felice? Qui i dati sono contrastanti: il 33% dei casi studiati si sente sola, nel 30% invece sostiene che il sesso ''via etere'' è una forma di ''appagamento ludico''. Donne che comunque hanno una situazione familiare molto difficile: su cento manager donne, ben il 45% sono separate.
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