LONDRA – Lezioni di sesso nelle scuole elementari, già per i bambini di sette anni, per prevenire malattie veneree: è quanto chiedono i medici britannici di fronte all'aumento dei casi di HIV, Aids, clamidia e gonorrea. «L'educazione sessuale nelle nostre scuole non funziona bene», ha sottolineato la professoressa Vivienne Nathanson, capo della commissione sulla scienza e l'etica della British Medical Association (Bma), l'ordine dei medici. «Non si parla di sesso in modo sufficientemente aperto e franco e il messaggio che il sesso può essere pericoloso non arriva ai giovani». «E' essenziale - ha detto - riuscire a comunicare i rischi dell'attività sessuale ai bambini prima che diventino sessualmente attivi. Devono sapere come proteggersi dalle malattie veneree e come prevenire gravidanze indesiderate». L'appello della Bma non è piaciuto alle associazioni conservatrici per i diritti delle famiglie, come la Family Focus, secondo la quale «l'educazione sessuale ha un senso solo se scoraggia i giovanissimi dal fare sesso». Ma tra i medici il consenso è generale. Il professor James Bingham del St Thomas' Hospital di Londra, ha fatto coro alle richieste della Nathanson, sottolineando che i costi per la cura di malattie trasmesse con l'atto sessuale sono altissimi. «La politica del silenzio non funziona», ha detto. «Dobbiamo capire che dire ai ragazzini che non devono fare sesso non basta». Bingham ha ricordato che «in Danimarca non è raro vedere bambini che in classe giocano con i preservativi». Ann Taylor, deputata laburista, ha detto di avere riserve a proposito dell'opportunità di introdurre lezioni di sesso per bambini così piccoli, anche se riconosce che l'educazione sessuale a scuola serve. «Sono troppi i genitori che non riescono ad affrontare questo tipo d'argomento con i figli».
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