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CHI HA BELLE GAMBE "PAGA" CON DOLORI AL GINOCCHIO

ROMA - Non sempre avere la possibilità di mettersi minigonne alla Claudia Schiffer può essere un vantaggio: le gambe belle infatti spesso danno problemi alle ossa. Una donna su cinque tra quelle che vantano caviglie da mannequin soffre di dolori al ginocchio. Lo dice Alfredo Schiavone Panni, primario ortopedico della Clinica San Giuseppe di Roma, alla vigilia del VII meeting dedicato all'''articolazione femoro-rotulea'', in programma da lunedì presso l'Istituto di Scienze dello Sport. Una patologia, quella dell'articolazione fra rotula e femore, che provoca dolori alla parte esterna del ginocchio, colpisce l'8 per cento delle persone sotto i 40 anni, soprattutto ragazze e sportivi, ma sulla quale si sa ancora poco.

''La patologia femoro-rotulea - dice Schiavone Panni - è la causa più frequente, sotto i 40 anni, di dolore al ginocchio. Ha diverse origini, sia di tipo 'famigliare' che dovute ad uno squilibrio muscolare. Ma spesso è di natura anatomica, quando la rotula non e' perfettamente centrata a livello del ginocchio, per cui si muove troppo o è troppo fissa. Ecco perché le donne che hanno il ginocchio valgo (tendente lievemente verso l'esterno), e quindi le gambe più belle (rispetto al ginocchio varo, 'ruotato' verso l'interno) sono più a rischio''.

''Chi soffre di questo disturbo accusa dolori soprattutto quando si sta troppo seduti, mentre si fanno le scale o durante l'attivita' fisica. Fino a poco tempo fa - aggiunge - questa patologia non veniva riconosciuta o era scambiata per un disturbo al menisco''. Una volta diagnosticata la malattia, dopo una una visita specialistica ed esami 'ad hoc' (come Tac o radiografie), le terapie consigliate sono quelle di potenziamento muscolare,trattamenti con laser o ultrasuoni e farmaci antinfiammatori non steroidei. ''Nel 65 per cento dei casi - spiega l'ortopedico - in qualche mese di terapia, il problema si risolve, anche se il paziente deve cercare di modificare alcune posture controindicate. Nel rimanente 35 per cento si deve invece intervenire chirurgicamente, solitamente basta una operazione per via endoscopica, a volte è invece necessario un intervento tradizionale''.

Il Nuovo    

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