MILANO - Dalla passione legale a quella sensuale. Un’avvocatessa di Voghera è scivolata dall’una all’altra, senza curarsi del luogo in cui si trovava: l’aula colloqui del carcere dei Piccolini di Vigevano, in provincia di Pavia. La donna stava discutendo la linea difensiva con il suo assistito, detenuto nella casa circondariale, quando sono stati colti da incontenibile desiderio.
Ma il fugace rapporto sessuale non è rimasto senza conseguenze, né è passato inosservato. L’agente penitenziario che presidiava dall’esterno la sala colloqui ha aperto lo spioncino per controllare se fosse tutto a posto. Vedendo il tavolo cosparso di carte giudiziarie e le sedie vuote si è allarmato e ha spalancato all’improvviso la porta della sala, trovandosi di fronte l’avvocatessa e il detenuto stesi a terra, allacciati in un atteggiamento inequivocabile.
All’agente non è rimasto altro da fare che richiudere la porta e stendere un rapporto al direttore del carcere sull’accaduto. Pochi giorni dopo la nota è finita sul tavolo di un sostituto procuratore di Vigevano e del presidente dell’Ordine degli avvocati di Voghera. Ora i due amanti rischiano una denuncia per atti osceni in luogo pubblico e soprattutto, per l’avvocatessa, potrebbe scattare un provvedimento disciplinare da parte del proprio ordine.
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