Le Avventure
Barzellette Spinte
Cartoline
Chat Zone
Comunity
Corso di Anatomia
EroNews
Free Daily Links
Free Email
Games
Indice Siti PornoStar
Lezioni principianti
Pippasutra
Racconti
SuperEventi
Eroscopo
Annunci

VUOI RICEVERE UNA BARZELLETTA EROTICA AL GIORNO
SUL TUO CELLULARE WIND ?

INVIA UN SMS AL NUMERO 4649
CON TESTO DEL MESSAGGIO: BARZELLETTE ON

Costo di ogni sms 0,5 Euro + Iva

ANCHE I DOVERI DI SESSO NEI PATTI TRA CONIUGI

Dalla «liquidazione» in caso di divorzio allo «stile di vita» del rapporto sarà considerata valida ogni tipo di negoziazione Anche i doveri di sesso nei patti tra coniugi Non solo denaro e figli negli accordi prematrimoniali: la rivoluzione parte dal l' Australia Ci vorrà un arbitro in casa. O almeno un quaderno con gli appunti per tenere tutto a mente. L' elenco delle regole può essere infinito e dettagliato al punto da far arrossire. E chi sgarra dovrà risponderne davanti alla legge. Il terzo m illennio nel Nuovo Continente inizia con una rivoluzione in famiglia: gli accordi privati presi dai coniugi prima del sì dovranno essere rispettati rigorosamente perché saranno considerati validi. Tutti. Quelli sulle questioni patrimoniali come quell i sullo stile di vita, che comprende l' educazione dei figli ma anche la sfera dei rapporti più intimi. Gli sposi possono concordare anche quantità e modalità delle effusioni ma poi dovranno tenere fede agli impegni presi o correre il rischio che sia un giudice a regolamentare anche la loro vita sessuale. Patti all' americana, cioè sul denaro, e patti «impossibili» persino sul numero dei figli da mettere al mondo. Accordi su tutto, da «a chi vanno i bambini se divorziamo» fino «a chi tocca butta re l' immondizia e passare il battitappeto». La vita coniugale delle coppie australiane sembra un campo minato, ammesso che si tratti di amore vero, il rapporto rischia di andare in crisi ben prima del pericoloso settimo anno. E in Australia i matrim oni durano ancor meno che in Italia: divorzia una coppia su tre. La nuova legge federale che rende vincolanti ed esecutivi gli accordi stipulati fra i coniugi prima delle nozze, compresi quelli che rientrano nel capitolo «stile di vita», è entrata in vigore il primo gennaio scorso. Nel «vecchio» sistema australiano le coppie potevano firmare accordi di divisione dei beni ma questi non erano vincolanti per i tribunali. L' intento del ministro della giustizia, Daryl Williams, era quello di «offrir e più scelte alle coppie». Adesso le coppie sono di fronte ad un' infinità di scelte, visto che gli accordi possono essere presi quasi su tutto. Troppo, secondo alcuni. La nuova normativa in Australia è stata criticata, gli esperti sostengono che que sto eccesso di regole, anche nella sfera delle relazioni private, possa creare insicurezza e conflitti nel matrimonio. Soprattutto, mette le mogli in una posizione di svantaggio rispetto ai mariti. Con il nuovo matrimonio, più cervellotico che romant ico, l' Australia supera gli Stati Uniti, dove i patti prematrimoniali esistono, ma riguardano soprattutto le questioni patrimoniali. L' Italia sembra un mondo a parte. Gli accordi fra coniugi firmati in tempi non sospetti, prima cioè che nelle liti spunti la parola «separazione», non sono tenuti in considerazione dai giudici. L' ipotesi non è nemmeno in discussione. Gli sposati, in effetti, sono gli unici a non potersi accordare, possono essere riconosciuti i patti privati firmati dai convivent i o dalle coppie gay, proprio perché sono fuori dal matrimonio. Agli italiani non è concesso il lusso di poter fare un preventivo di spesa ogni volta che giurano amore eterno. Negli Stati Uniti invece i patti sono consuetudine sin dai tempi del super matrimonio di Jackie Kennedy con Onassis. Era il 1968, la vedova prima del sì fece firmare allo sposo un dettagliato listino prezzi e pretese che fosse riconosciuto anche il suo calendario dei rapporti intimi. Fino ai giorni nostri. Ultima della lis ta la coppia hollywoodiana Michael Douglas e Catherine Zeta Jones, che ha detto sì soltanto poche settimane fa. Lei, bella, ricca, famosa e assai più giovane di lui ha dettato le sue condizioni anche in caso di scappatelle: se lui la tradirà sarà pun ito con una multa di 5 milioni di dollari, circa 12 miliardi di lire. Woody Allen insegna, nei suoi film come nella vita. La sua ultima sposa Soon Y, per esempio, il giorno dell' addio non incasserà un dollaro. F. C. Testo non disponibile Ma il Paese dove sono più diffusi restano gli Usa ACCORDI PREMATRIMONIALI Sono accordi privati stipulati fra i coniugi prima del matrimonio, riguardano principalmente la divisione dei beni patrimoniali in caso di separazione. Sono riconosciuti dai giudici negli Stati Uniti ma non in Italia. Nel nostro Paese la legge riconosce gli accordi delle coppie che vivono fuori dalla «regola» del matrimonio, come i conviventi e gli omosessuali CONTRATTI MILIARDARI La notizia dei matrimoni dei personaggi più noti è spesso accompagna ta dal «listino prezzi» che verrebbe applicato nel caso in cui l' unione dovesse rompersi. Vengono concordate prima delle nozze liquidazioni di svariati miliardi e spartizioni di imperi. Fece scalpore già negli anni ' 60 il patto prematrimoniale dell a vedova Jackie Kennedy con Aristotele Onassis: 40 miliardi di lire per dire sì, 25 come risarcimento in caso di vedovanza o divorzio e 3 all' anno per le piccole spese della sposa. La sposa pretese di stabilire anche un calendario degli incontri int imi PATTI AUSTRALIANI La nuova legge federale entrata in vigore il primo gennaio in Australia rende vincolanti ed esecutivi i patti prenuziali, e stabilisce che questi possano regolamentare non soltanto le questioni patrimoniali ma anche lo «stile di vita» della coppia, fino alla sfera dei rapporti privati, sesso compreso. In Australia finisce con il divorzio un matrimonio su tre L' ESPERTO Contratto sugli affetti? In Italia sarebbe nullo Patti prematrimoniali, patti stipulati in piena crisi mat rimoniale, patti in prospettiva di futuro divorzio, patti di convivenza tra eterosessuali o tra omosessuali, un ventaglio di ipotesi giuridiche, e non giuridiche, che suscita sempre grande interesse, soprattutto quando si ha la sensazione che all' es tero siano possibili soluzioni che invece da noi sono strade sbarrate. Tutti questi patti, che potremmo chiamare «paracadute», sono ispirati dalla volontà, dal desiderio di prendere accordi chiari, per non avere sorprese. I contraenti sono signori o signore, che vogliono sapere di che morte devono morire; sotto il profilo economico, si intende. E allora è bene dire subito che la legge italiana, e la interpretazione della Corte di Cassazione, sono rigorose nello stabilire la nullità di tutti i pa tti preventivi del tipo: «Se ci separeremo ti darò un assegno mensile di...»; «se divorzieremo ti liquiderò in un' unica soluzione versandoti...». Queste pattuizioni sono valide solo se stipulate al momento della separazione e del divorzio, perché la legge non considera liberamente disponibili i diritti e i doveri che derivano dal matrimonio e vuole evitare i patti leonini, nell' ambito dei quali la parte più forte può prevalere. Ecco perché hanno maggiore spazio e libertà i patti tra conviventi , i quali possono stabilire che le spese del vivere insieme vanno ripartite con certe modalità. E possono stabilire anche che, in caso di rottura, sia versata una somma per indennizzare il partner più debole. Non deve stupire insomma che, da noi, i c onviventi abbiamo una maggiore autonomia decisionale rispetto a coloro che hanno contratto il matrimonio, che ha le sue regole. Un aspetto del vivere insieme, da sposati o da conviventi, che comunque non può essere oggetto di pattuizioni è la vita se ssuale, per la evidente ragione che il sesso non può avere cadenze e moduli contrattuali; la libertà è la regola in una visione fisiologica e aperta. Qualsiasi altra soluzione è solo ridicola, buona per spunti da pochade. Il marito o la moglie posson o forse chiamare l' ufficiale giudiziario per chiedere l' adempimento del «debito coniugale»? Oppure si deve pensare che ha qualche validità il contratto stipulato da quel gentiluomo, avanti negli anni, che pattuì con la bella moglie, per iscritto, c he la signora si impegnava ogni mercoledì a fargli, almeno, vedere il bellissimo seno?

Corriere della Sera    

Invia questa notizia ad un amico