ROMA - Tutti i nostri legami affettivi sono guidati dal senso di colpa. Un sentimento, però, che, come spiega Rita D'Amico, la ricercatrice del CNR che ha condotto una interessante indagine, non va visto solo da un punto di vista negativo.
Infatti, stando alla ricerca del CNR, il rammarico verso noi stessi che ci spinge alla persona amata, aiuta a contenere l'egoismo insito in ciascuno di noi. Lo studio,condotto su un campione di 240 persone (donne e uomini tra i 19 e 58 anni), ha portato a risultati sorprendenti: domina la classifica dei sensi di colpa l'ipotesi di una rottura della relazione ( per il 43 per cento degli intervistati), che oscilla tra il pensiero di lasciare il partner e l'impressione di non amarlo più.
Al secondo posto il conflitto tra i propri bisogni e quelli del partner (38 per cento degli intervistati). Molto elevata è anche la percentuale di coloro che provano un senso di colpa per il fatto di mantenere la propria autonomia nella relazione (37 per cento), o di non accettare alcuni tratti del carattere dell'amato,(35 per cento). Stranamente bassa la percentuale di coloro che si sentono in colpa per aver tradito: il 9 per cento del campione, che passa al 25 per cento se il tradimento è solo virtuale. Bugie e inganni fanno invece risalire la percentuale, e i sensi di colpa nascono nel 33 per cento degli intervistati, che passano al 22 per cento quando si va contro le aspettative del partner, al 18 per cento quando non si mantengono gli impegni e al 17 per cento quando si ritiene di prendere di più.
Ma quanti sono invece i mostri che non conoscono questo sentimento? Secondo la ricerca pochissimi, visto che appena 2 su 240 hanno confessato di non sentirsi mai in colpa: "La dimostrazione - afferma Rita D'Amico, che ha raccolto i risultati nel libro Le colpe degli amanti (Il Mulino Editore) - che il senso di colpa è diffusissimo; non costituisce comunque solo un'emozione spiacevole e può rappresentare anche una molla per migliorare i rapporti sentimentali".
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